Imola. “Il Comune scende in pista”. “Il Commissario straordinario al Comune di Imola, dott. Nicola Izzo scrive al Presidente Stefano Bonaccini.” Il sogno si fa sempre più concreto”. E via di questo passo. Tutti titoli di articoli che in questi ultimi giorni hanno invaso le prime pagine dei giornali, un poco più libere dal Coronavirus.

La sola notizia, per ora, è che Imola potrebbe essere titolata per ospitare il terzo Gp di F1 in ottobre (ottobre rosso per un noto giornale). Il rosso è sì il colore della monoposto ma, a dirla tutta, anche di molti bilanci passati della società – pubblica –  che gestisce l’autodromo.

Un evento, senza dubbio. Quando mai si è letta una presa di posizione di questo tenore da parte di un commissario straordinario (il terzo negli ultimi anni, ndr). “Da Commissario Straordinario del Comune di Imola mi permetto di segnalare alla Sua attenzione l’esigenza del sostegno della Regione Emilia-Romagna per un evento di grande rilevanza a cui questa Amministrazione sta lavorando, in stretta sinergia con il Consorzio Pubblico Con.Ami e la Società Formula Imola S.p.A., gestore, per conto di Con.Ami, dell’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola, quest’ultimo di proprietà Comunale.” Per poi concludere “sono qui a chiederLe di voler sostenere in ogni sede e con ogni opportuna iniziativa il ritorno del Gran Premio di Formula 1 nel Circuito di Imola”.

Bene. Tutto nell’ordine delle cose. Vista la situazione però i conti vanno fatti. Oggi, da quello che si sa, il Circus naviga in difficoltà nel mare agitato dei diritti televisivi. Deve raggiungere un minimo di date (12-15?) per potere incassare i diritti televisivi che pesano il 40% del bilancio, ora in forte sofferenza. Oltre a questo l’ulteriore 40% del business deriva dagli accordi stretti con gli organizzatori dei gran premi. Il rimanente 20% sono sponsorizzazioni.

In tutto questo Imola cosa porterebbe a casa? Una nuova rilevanza internazionale dopo 15 anni? Qualche risorsa dall’indotto degli hotel (ragionevolmente poche se l’evento sarà a porte chiuse)? Che altro?

Sul fronte delle spese necessarie per portare sulle rive del Santerno il Circus le cose sono ancora poco chiare. Da fonti del Comune non ci sarebbero da pagare hosting fee (ci mancherebbe altro che in emergenza coronavirus si spendano 25 milioni di euro) per il Gp. Sul piatto però ci sono tutte le spese organizzative e vive di gestione dell’evento. Spese che, nel caso venga data la possibilità di ospitare un poco di pubblico, aumenterebbero notevolmente in ragione dei presidi e delle norme anti Covid.

Senza nulla togliere alla rilevanza dell’evento – sia detto e confermato – ma da chi controlla una società pubblica al 100% tutti ci aspettiamo (la legge per prima) conti cristallini. Il “Sogno” da solo non giustifica (è una opinione) l’impiego di risorse pubbliche che eccedano una contabilità economica sostenibile e senza dubbio prevedibile. Soprattutto perché è sotto gli occhi di tutti che le risorse disponibili in questo particolare momento potrebbero essere meglio utilizzate (non è una opinione) per altro.

“Ottenere di nuovo un Gran Premio all’“Enzo e Dino Ferrari”, con la “Rossa” in pista pochi mesi dopo il dramma del lockdown, oltre a rappresentare un’occasione promozionale da cogliere al volo, sarebbe il modo più emozionante per ripartire”. Così chiude il commissario Izzo la sua lettera al presidente Bonaccini.

Siamo d’accordo anche noi, però vorremmo conoscere quanto ci costa l’emozione.

(Verner Moreno)