Da sinistra sopra Alessandro Fiumi, Valentina Castaldini, Mirco De Carli, Marco Casalini, Marco Lisei e Nicolas Vacchi. Seduti, Jacopo Morrone e Daniele Marchetti

Imola. Sono in tanti al tavolo imbandierato del centrodestra che ha finalmente trovato nel giovane Daniele Marchetti il candidato a sindaco, ma spiccano pure le assenze: quelle dell’on. Gianni Tonelli e dell’ex capogruppo Simone Carapia. L’on della Lega Jacopo Morrone, che dà le carte della presentazione il 23 luglio al chiosco Strike, cerca subito di gettare acqua sul fuoco: “Gianni oggi è in Parlamento (lui no però, ndr) e Simone farà parte della lista ma era a lavorare…”. Forse un permesso di un paio d’ore poteva chiederlo e ottenerlo l’ex An e Pdl che avrebbe corso volentieri da sindaco, ma dentro il Carroccio locale e soprattutto fra gli alleati di Fratelli d’Italia, Forza Italia e Popolo della Famiglia non è stato visto bene forse per la sua troppa vicinanza alla sindaca dimissionaria Manuela Sangiorgi.

Morrone continua impetuoso: “Stavolta non abbiamo scelto un civico perché ora Marchetti è il cavallo migliore, un ragazzo che viene dal nostro vivaio, ha già buona esperienza amministrativa e, in caso di vittoria, lascerà il posto da consigliere regionale per venire a fare il sindaco nella sua città accettando una forte riduzione dei suoi compensi. Ormai è passata l’emergenza sanitaria (mah…solo ieri dieci casi a Imola, ndr), bisogna pensare ai problemi economici. Nel centrosinistra stavolta ci sono divisioni, noi siamo l’unica alternativa. E’ vero, alle elezioni comunali di due anni fa Marchetti prese meno preferenze di Carapia, poi gli ho dato una ‘tozza’ e alle successive regionali è andato molto meglio”.

Per Fratelli d’Italia parla solo il consigliere regionale Marco Lisei, mentre Nicolas Vacchi resta silenzioso: “Imola ha provato i governi del Pd, quello breve del Movimento 5 stelle, ora c’è l’occasione per vedere all’opera il centrodestra che si presenta unito pure sul programma”.

Rispunta, dopo diversi anni, Alessandro Fiumi come coordinatore di Forza Italia secondo il quale “la decisione su Marchetti è giusta, si tratta di un ragazzo equilibrato e che ha già acquisito competenze in Regione e in Comune. Noi di Fi e il Popolo della Famiglia faremo un’unica lista insieme con i simboli dei due partiti all’interno del cerchio”. D’accordo Mirco De Carli del Popolo della Famiglia: “Nella coalizione c’è il nostro Dna, la valorizzazione della famiglia e della persona. Marchetti ha fatto bene nei primi 5 anni in Regione”.

Un po’ troppo alti e fuori posto i toni della consigliera regionale di Forza Italia Valentina Castaldini: “Noi siamo la generazione dei quarantenni, la libertà era un miraggio in questa terra. Ora la gente dovrà scegliere fra la libertà vera o il Pd che non ama le libertà”.

Ed ecco Marchetti, per l’occasione in giacca nera e camicia bianca: “C’è poco tempo per questa campagna elettorale anomala in agosto, ma noi abbiamo idee chiare, precise, realizzabili. Il punto cardine è il lavoro, Imola è ferma da 15-20 anni a parte la Bretella, una strada che finisce contro un muro d’erba. La realizzazione del nuovo ponte sul Santerno, del quale si parla da tempo immemorabile, è strategica per collegare la via Emilia alla zona industriale senza passare per il centro. Chiediamo servizi sanitari migliori collaborando con altre Ausl ma senza farci imporre un governo metropolitano dall’alto. Sulla sicurezza, intendiamo potenziare le telecamere di videosorveglianza. Da presidente dell’apposita commissione consiliare, misi atttorno a un tavolo l’Amministrazione Sangiorgi e Area Blu e alla fine si è trovata una soluzione per le torri-faro allo stadio”.

Infine Morrone annuncia che “il Capitano (Matteo Salvini) sarà in città nel giro di 48 ore”.

Marchetti è un bravo ragazzo, piace a una parte suoi coetanei che lo applaudivano in maglietta verde, magari non aveva bisogno subito della benedizione del “Capitano” che pare in caduta libera, almeno nei sondaggi.