I “Cantamaggio”-“Cantaluglio” (foto di Bruno Vannini)

Vanno di borgo in borgo con stornelli, musiche e balli seguendo e rinnovando una tradizione antica. Sono i “Cantamaggio” così chiamati perché si muovono in occasione del 1° di maggio. Ma quest’anno il Covid 19 ha sparigliato le carte e i narratori di stornelli, bloccati dal lockdown, hanno mancato l’appuntamento con la tradizione. “In mezzo corre il fiume” festival fra musica e Natura con la direzione artistica di Luisa Cottifogli coerente allo spirito della rassegna, ha dato loro una seconda possibilità fuori stagione. E così in via del tutto eccezionale i “Cantamaggio” diventano “Cantaluglio” e visiteranno i borghi Sabato 25 luglio. Si ripeterà quindi un rito laico nato come questua. La visita alle aie della campagna montana prevedeva la dedica di canzoni e stornelli alla moglie o alla figlia del proprietario, ricevendo in cambio cibo e bevande. Poi si cantava e ballava insieme nell’aia prima di seguire i cantanti stornellatori nel borgo successivo. Un rito di buon augurio.

I “Cantaluglio” si daranno appuntamento alle 15,30 a Le Selve di Castel del Rio (dove per chi vuole pranzare o fare uno spuntino può prenotare al 348 2714259 tramite messaggio su Whatsapp), si raggiungerà poi la borgata di Cuviolo subito fuori Sassoleone per le 17,30 e infine alle 19,00 a Giugnola.

Ricca di eventi la domenica 26 luglio con inizio all’alba. E’ all’alba infatti che riprende il festival in località Molino Nuovo sopra Castel S. Pietro, con appuntamento di fronte al centro sociale alle 5,00.  Di qui si partirà per un percorso a piedi di circa 45’ per raggiungere i calanchi argillosi di terra scura dall’aspetto di castelli di terra. Da lì, se la giornata è tersa, si vede il mare. Si potrà godere della vista in compagnia del chitarrista Antonio Stragapede. Di origine calabrese, bolognese di adozione, Stragapede è un etnomusicologo e musicista che ha svolto molte ricerche sulla musica popolare e in particolare sul cosiddetto “liscio” recuperato nella sua versione originale propria della tradizione popolare. Prenotazione obbligatoria al 340.0660043. Chi non si sentirà di fare l’escursione a piedi può segnalarlo al momento della prenotazione. Sarà accompagnato sul posto.

Verso sera, scendendo a Castel S. Pietro al Giaz Cafè in Viale delle Terme appuntamento alle 18,30. Qui ritroveremo Antonio Stragapede con la sua “Osteria del mandolino” un gruppo a composizione varia con diversi musicisti tutti legati alla musica popolare, come Guido Sodo e Daniele Dall’Omo. Suoneranno quel genere musicale popolare che dalle nostre parti e precisamente nel bolognese viene denominato “Filuzzi”. Lo suoneranno come da tradizione eseguendo brani originari e loro composizioni. Il mandolino, che noi associamo solitamente alla cultura napoletana o alle tradizioni italiane del Sud, in realtà era suonato in tutto il Paese. Uno degli strumenti principali del genere anche in Romagna e a Bologna. Quello che conosciamo più diffusamente come “liscio” ha in realtà un’origine che risale alla fine dell’ ‘800. Musica da ballo che aveva un legame con la musica colta.

Nelle sue ricerche Stragapede, non solo ha seguito le tracce del genere in diverse culture del mondo, ma ha suonato in molte formazioni che suonavano questa musica nella sua versione originale. Come musicista si è formato quindi sul campo incrociando la ricerca con la stessa musica eseguita a fianco di grandi maestri del genere, come Ruggero Passarini ( con il quale ha suonato per molti anni) , Leonildo Marcheselli, Arnaldo Bettelli, Carlo Venturi, lo stesso Hengel Gualdi, e tanti, tantissimi altri.

Scrive Stragapede : “Mi accorsi che è musica nazionale, musica italiana, si balla da Palermo ad Aosta. Scoprii il suo legame profondo con il repertorio colto italiano di fine 800 primo novecento, musica d’autore con nomi e cognomi un tempo illustri, oggi sconosciuti o ignorati dalle accademie. Scoprii che questo repertorio, fissato su carta stampata da centinaia di editori, è repertorio chitarristico e mandolinistico,  successivamente, in tempi più recenti  passa alla fisarmonica e assume l’aspetto che oggi conosciamo. Scoprii che questa era la musica portata in America dagli italiani emigrati,  musica che mescolandosi con tutto il resto diventava tango, choro brasiliano, perfino swing e tanto altro ancora.”

E ancora: “La parola “Liscio” connotava gia’ nelle prime decadi dell’ottocento un modo nuovo di ballare. Con la discesa in Italia degli eserciti napoleonici arriva, portata dalle bande militari, il valzer. Una musica colta che parla di liberta’ e che, con la sua forza rivoluzionaria, diventa subito di diffusione popolare. Il popolo ha sempre ballato  nelle aie, tra ciuffi d’erba e zolle di terra o sul ruvido selciato di antichi borghi. Erano i cosiddetti “balli staccati”,  danze in cui il contatto fisico tra i ballerini era ridotto al minimo e per ballare  bisognava sollevare bene i piedi. Con l’avvento del valzer all’inizio dell’ottocento iniziarono a costruire pedane in legno per poter avere la possibilita’ di strisciare il piede e con questa azione abbattere per sempre antiche barriere culturali. Per la prima volta, forse nella storia dell’umanita’ era finalmente consentito all’uomo e alla donna di ballare abbracciati.

Il termine “liscio”, sdoganato  per indicare la musica commerciale da ballo romagnola diffusa a partire dal secondo dopoguerra è in realta’ gia in uso nell’800 e indica un modo di ballare più che un modo di suonare.”

Sull’onda di questa passione fonda l’ ”Osteria del mandolino” un progetto nel quale si torna a suonare e a ballare il “liscio” come una volta, “in acustico” e senza diavolerie elettroniche, con gli strumenti della tradizione. “Suonare il Mandolino è come tornare a casa dopo aver tanto viaggiato”.

Stragapede ha vinto due volte il Premio Imola in musica: nel 2013 con il progetto “Bologna tra le corde” e nel 2018 con il  progetto “Osteria del mandolino”.

La giornata si conclude alla Casa del Fiume di Borgo Tossignano alle 21,30  con il concerto della rassegna “Down by the river” in collaborazione col Combo Jazz Club. Da non perdere “Vocenera –Vanilla ed altre Storie” con Silvia Donati (voce) e Alberto Capelli (chitarra).

Vanilla è un killer, bellissima e silenziosa, si muove nell’ombra e quando meno te lo aspetti è vicino a te, ma certo non per consolarti… Questa ed altre storie reali ed immaginarie vengono narrate in musica, intrecciando suoni, ritmi e parole: storie di gente, che sia Re o pescatore, killer o poeta attraverso brani originali e, tra gli altri, di M. Nascimento, A. Ramirez, T. Horta.

Prenotazione obbligatoria. Chiamare il 335.6678068

(v.g.)