Imola. Tanto spazio al betting e agli eSports, astro nascente del gioco post-pandemico, nella conferenza digitale dello scorso 17 aprile, “le scommesse ai tempi del Covid-19”. Con tre parole d’ordine, mission e vision per ognuno: innovazione, sviluppo e responsabilità, alla base del mercato globale delle scommesse sportive all’indomani del più grosso disastro che si ricordi dal secondo conflitto mondiale. Sono questi i driver da seguire, secondo Harry Lang, responsabile di Brand Architects, che ha illustrato le sue idee sul futuro del mercato allo Smile Expo, nel corso dell’evento digitale “Betting in face Covid-19”.

Si guarda al 2021, come all’anno delle opportunità: per Lang c’è necessità di investire su brand e prodotti, per aumentare la reputazione e diffondere il proprio marchio. Puntando sempre alla responsabilità sociale e al benessere dei giocatori. In che modo? Integrando prodotti, spingendo sul mobile, localizzando la propria offerta su ogni mercato in cui si opera. Con il giocatore onnipresente al centro della scena: significa, in una sola parola, personalizzare l’esperienza e il gioco, curare le promozioni e rispettare i principi del gioco responsabile come “base solida, e non come ripensamento” – sottolinea.

Per Lang la raccomandazione è una: sfruttare la crisi per creare opportunità, guardando ai vecchi e nuovi mercati, soprattutto quelli nascenti del Brics, acronimo che sta per Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica. Innovare invece vuol dire puntare su nuove varianti di gioco, dinamiche che favoriscano l’interazione social e le opportunità di gioco per il pubblico. Importante per lui aumentare il tipo e il volume delle puntate basse sui propri giochi, con l’introduzione di slot a bassa volatilità. In questo senso, già ci sono degli esempi, da parte dei casinò italiani del circuito AAMS che, coi bonus senza deposito, hanno praticamente dato nuovi incentivi ai giocatori, spingendoli a giocare e a divertirsi. Invece, che ruolo avranno gli eSports?

Esploderanno o sarà fuoco di paglia? I dati sono chiari: nel 2019 le scommesse sugli eSports hanno superato il tetto dei 560 milioni di dollari di entrate. A fine 2023, secondo le stime di Wearenerds, il fatturato globale potrebbe superare i 13 miliardi. Criticità, ovviamente, non mancano: tra queste le scommesse non regolamentate e skin rappresentano quasi il 70% delle entrate relative agli eSports. Che nascondono, è chiaro, dei rischi soprattutto per i minorenni in termini di frode. Questo perché le scommesse sugli eSports sono molto diverse da quelle habitué del pubblico tradizionale: esse passano prevalentemente tra streamer, pubblicità, PayPerClick.

Invece, quale futuro per il mercato delle scommesse sportive, già parecchio penalizzate, alla fine dell’emergenza Coronavirus? Per Lang molte scommesse arretrate saranno giocate questo perché sono stati posticipati parecchi eventi sportivi. Saranno la nuova partenza del mercato. E le scommesse classiche saranno accompagnate dai giochi basati sulla realtà virtuale e sul live, con altre innovazioni tecnologiche che non si escludono. La vendita incrociata di slot, giochi casuali, poker, sarà sempre più importante per la sopravvivenza degli operatori. E quella del marketing, con e per il giocatore, sarà la vera strada da seguire per rinascere.