Si, io sto con l’orso: se ne è infischiato delle sbarre di ferro e delle molte centinaia di volt di tensione che avrebbero dovuto trattenerlo in prigionia. Animale nobile e altero, ha fatto la sua scelta: io rinchiuso all’interno di questa gabbia di matti? Giammai! Due robuste zampate, una leggera scorticatura è un po’ di pelo perduto: il costo della libertà! C’è di peggio è a volte si paga molto di più per molto meno.

Mi pare di sentirlo: io rinchiuso in un recinto ristretto corpo a corpo con una miriade di indecisi ( 52 con mascherina e 48 senza), in triste e precario equilibrio tra una parvenza di libertà e l’errore nella certezza di aver compreso a fondo quale sia il vero ed unico valore della libertà. E poi, se non bastasse, l’invasione di camici immacolati da indossare da parte di medici e infermieri teatro di avanspettacolo tra lazzi e sberleffi racchiusi all’interno di una saga tutta familiare. Poche centinai di migliaia di euro per chi già ne possiede a bizzeffe: no, meglio la libertà da tutto questo.

E poi ancora: devo prestare la massima attenzione nell’attraversamento di qualche strada perché stanno transitando immensi tir carichi di banchi scolastici su rotelle (quindi carico instabile) come se i problemi della nostra scuola risiedessero tutti nella tipologia di banco. Qualcuno si è preso la briga di andare a vedere i nostri ragazzi come si comportano fuori dalla scuola? nel tempo libero? nelle ripetute “vasche” percorse all’interno dei vari iper? nei festini al buio in casa del Luigi che c’ha (non è proprio corretto ma parlando tra di loro dicono proprio così!) i genitori al mare? In sintesi, fuori possono fare tutto ciò che vogliono, ma in classe rigorosa distanza e abbondante mascherina per tutti!, No, cosa volete che sia un po’ di scossa elettrica in confronto alla libertà?

E poi, mentre fuggo tra i larici e gli abeti del mio bosco, sono costretto a fermarmi perché preso da un convulso di riso, non trattenibile, imprescindibile, irrinunciabile, irrefrenabile: voci sicure mi hanno confermato che metteranno alla mia caccia il nucleo carabinieri di Piacenza, (altro convulso!) che non avranno pace e non si concederanno tregua prima di aver sniffato a fondo un po’ di bianca, brindato con champagne di marca ben ghiacciato è trascorso un po’ di tempo in compagnia dell’ultima bionda (rifatta e rinata) magari insieme ad altri tre commilitoni assatanati e vogliosi ( ecco un altro convulso).

Mi sa che posso starmene tranquillo qua tra i miei monti, i miei larici, le mie bacche.

Io ho deciso: sto con l’orso.

(Mauro Magnani)