Imola. Molta società civile, pochi personaggi con precedenti esperienze politiche, competenze diffuse: presentata la lista civica “Cappello sindaca” in vista delle elezioni amministrative del 20 e 21 settembre. Un progetto che ha mosso i primi passi all’indomani della sconfitta del centrosinistra, con la Cappello candidata sindaco, nel 2018 e “frutto di due anni di lavoro durante i quali in tanti hanno risposto al mio appello, cittadini e cittadine decisi a mettersi al servizio della città”. Una squadra motivata: “Siamo convinti di vincere perchè vinceranno i cittadini che hanno la carica giusta”.

Un’araba fenice, l’uccello mitologico, che rinasce dalle proprie ceneri dopo la morte, campeggia sul logo della lista: “Imola deve rialzarsi e ripartire, è necessario un pensiero nuovo per la città, che deve nascere dall’incontro tra cittadini esperti e competenti. La politica dei cittadini è la politica con la ‘P’ maiuscola, che non prevede logiche di spartizione di incarichi. In questa particolare fase storica – dopo due commissariamenti, la giunta Sangiorgi e la gestione della situazione socio-sanitaria attuale e di quella che ci sarà in autunno -, gli imolesi hanno bisogno di risposte serie, concrete, celeri”, ha spiegato la Cappello.

Lista “Cappello sindaca”

Si avverte il tentativo di smarcarsi definitivamente da precedenti esperienze politiche: “Imola non ha mai avuto un progetto civico autonomo e indipendente, libero da ogni logica di partito – ha sottolineato Carmen Cappello -. Il mantra della nostra lista è competenza, merito, esperienza, non l’appartenenza a un partito. È arrivato il momento di mettere le persone giuste nei posti giusti, altrimenti Imola, e lo dico con molta franchezza, non ne viene più fuori. In questi anni, il sistema si è immobilizzato, non si è evoluto. Non ce l’abbiamo con i partiti, ma con una dirigenza che porta avanti logiche oramai superate. Un sindaco è il sindaco di tutti, non solo di coloro che lo hanno votato. E una maggioranza deve essere solida, perché non basta vincere, poi bisogna governare”.

“Le mie precedenti esperienze politiche mi hanno convinto che all’interno dei partiti ci sono dei vincoli che ti impediscono di esprimerti – ha aggiunto Corrado (Dino) Bufi -. Allora uno che deve fare? Invece di lasciare ho deciso di guardarmi attorno e ho trovato questo progetto che non mi impone vincoli, non ha padroni e non promette poltrone”.

Principi apprezzabili, un progetto che, però, deve ancora delinearsi nelle sue scelte. Anche perché ciò che ad oggi si fatica ad intravedere in questa campagna elettorale sono le differenze tra i vari schieramenti, un elenco di problematiche (simili) e poche idee per affrontarle, soprattutto poche idee innovative: “Siamo all’inizio di questa campagna elettorale, abbiamo molte proposte di qualità, nelle prossime settimane le renderemo pubbliche. Sono comunque dell’idea che, se un progetto intelligente viene proposto dall’opposizione, si deve dialogare per portarlo avanti. Senza dire no a priori, come invece è successo in passato, solo perché non proposto dalla maggioranza. Non si tratta di gettare tutto il passato, ma di cambiare mentalità e modo di fare politica. Siamo convinti che ad Imola serva una visione che guardi ai prossimi vent’anni. Non si può pensare di cambiare in una legislatura. Certo ci sono cose che si devono fare subito, ma c’è un percorso parallelo che deve svilupparsi per dare un’idea di futuro. Allo stesso modo crediamo che ci sia un impatto dell’emergenza Coronavirus che richiederà interventi immediati che solo sei mesi fa non erano pensabili”.

Una traccia di lavoro è comunque emersa dagli interventi di alcuni candidati. “Credo sia opportuno occuparsi del tema della sicurezza degli edifici scolastici, sia dal punto di vista della sicurezza sismica che da quello impiantistico – ha affermato Corrado Bufi, dipendente Inps e referente di lista -. Tra i temi che mi stanno a cuore, la creazione di un sistema di rete per associazioni che si occupano di inclusione scolastica e sociale per persone con disabilità. Bisogna poi lavorare per la riqualificazione dei beni immobili, e riattivare un turismo continuo sul territorio, non legato ad eventi singoli ma alla fruibilità che lo stesso territorio può offrire”.

Candidato in lista anche Renato Dalpozzo, docente universitario di chimica organica: “Ho deciso di mettermi a disposizione di questo progetto civico per provare a migliorare la situazione degli impianti sportivi imolesi ormai datati. Imola ha società sportive che coprono tutte le discipline olimpiche, e che, in forma associata o meno, necessitano di spazi per le proprie attività. Per evitare le discussioni per l’occupazione dei pochi spazi che ogni anno ci sono, mi spenderò per incoraggiare e favorire le società al fine di costruire impianti propri. È inoltre necessario mettere a disposizione dello sport di vertice (penso al nuoto, al calcio e al basket) la possibilità di allenarsi e giocare in impianti adeguati, senza dover cercare fuori città in strutture in cui allenarsi o giocare”.

“Sono una docente di scuola primaria ha aggiunto Marinella Vella -. Da anni mi occupo delle tematiche di contrasto alla violenza contro le donne. Imola non è esente da episodi di questo tipo. Ci sono due importanti centri antiviolenza che supportano le donne in difficoltà, ma io credo soprattutto nella prevenzione primaria. Nelle scuole di ogni ordine e grado, a partire dalla scuola dell’infanzia, si può fare moltissimo per implementare una cultura di parità e di rispetto nei bambini e nelle bambine. È necessario sensibilizzare la cittadinanza e in primis insegnanti e genitori, attraverso l’informazione e la formazione. È dal territorio e dalla quotidianità delle sue istituzioni che può partire il cambiamento, anche per la cultura della parità di genere”.

“Ho deciso di partecipare al progetto civico perché sono fortemente convinto che sia la svolta di cui Imola ha bisogno – ha concluso Riccardo Zanotti, ingegnere meccanico -. All’interno del gruppo ho intenzione di sviluppare il tema della digitalizzazione, sia per quanto riguarda l’accesso a internet di tutti i cittadini del Comune e delle frazioni, sia per quanto concerne i servizi erogati dalla pubblica amministrazione. Altri aspetti che mi interessano sono il miglioramento della fruibilità dei servizi digitali anche per le fasce meno ‘tecnologicamente esperte”.

(v. z.)