Bologna. Dalle nuove indagini della Procura di Bologna emergono importanti novità, prima fra tutte la “prova” che Licio Gelli, il capo della loggia massonica P2 consegno un milione di dollari ai neofascisti del Nar prima dello scoppio dell’ordigno nella stazione. Ecco come Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione dei familiari delle vittime commenta le novità.

“Siamo molto soddisfatti e se noi percorriamo queste carte possiamo vedere che dal 2006, 2007, noi abbiamo depositato in procura delle memorie  che sono state molto importanti perchè ad un certo punto la Procura sembrava orientata a chiudere la vicenda con la richiesta di archiviazioni e gli elementi che abbiamo messo in campo hanno convinto la Procura Generale a continuare le indagini e ora le indagini hanno dato questi frutti. Queste importanti novità, utili per arrivare ai mandanti della strage sono dovute anche al lavoro dei familiari delle vittime che, grazie alla digitalizzzazione delle carte del processo hanno evidenziato elementi importanti per arrivare al punto che ormai tutti conoscono. Un lavoro di analisi e di confronto degli elementi che prima non era mai stato fatto.”

E si trattava di materiali già nelle mani della procura…
“Noi (come Associazione) abbiamo definito una traccia di ricerca già una decina di anni fa ma non era compito nostro indagare e fare i collegamenti giusti. Non appena la Procura ha cominciato a muoversi tutto è diventato più chiaro. Come avevamo spesso detto seguendo i soldi è stato possibile ricostruire il meccanismo degli eventi criminali. Sono convinto che quanto emerso darà una svolta decisiva alla ricostruzione dell’attentato alla stazione di Bologna, ma non solo, ora sarà possibile conoscere bene gli eventi che hanno preceduto e seguito la strage, tutti collegati dal filo nero della strategia della tensione inaugurata con la bomba alla banca dell’agricoltura il 12 dicembre 1969 a Milano.”

E ancora una volta ci si trova di fronte ad una complicità di uomini dello Stato
“Questo fatto lo abbiamo visto in tutte le altre vcende e cioè l’appoggio di parte dei servizi segreti a strategie eversive e criminali”.

Cosa vi aspettate adesso, e magari in tempi brevi visto che da 40 anni volete conoscere verità.
“Io spero che entro l’anno ci siano i processi relativi a queste indagini e che durante il processo emergano altri elementi per conoscere non solo i mandanti della strage ma anche i registi politici dell’attacco criminale e per far sì che siano chiamati a rispondere delle loro azioni.”

(m.z.)