Il sole in tasca. Per ottenerlo occorre mettere insieme circa un milione di pezzi e spendere circa 20 miliardi di euro. Poi tutto il rimanente appare molto semplice. Si prendono pochi grammi di deuterio e trizio (isotopi dell’idrogeno) e si pongono all’interno di una sorta di ciambella metallica che viene comunemente chiamata Tokamak.

Progetto Iter (Foto tratta dal sito https://www.iter.org/)

L’interno di questa specie di ciambella verrà riscaldato fino a raggiungere la ragguardevole temperatura di 150.000.000 di gradi centigradi (farà un gran caldo, circa dieci volte la temperatura interna del sole …). Non esiste metallo o ceramica che possa resistere ad una tale temperatura, quindi occorre creare una “sospensione magnetica” generata da 10.000 tonnellate di superconduttori (l’Italia ne fornisce la metà esatta: 9 su 18).
E non è ancora finita: questi “magneti”, per poter funzionare correttamente, devono poter lavorare alla temperatura di – 269 gradi centigradi, la temperatura dello “0” assoluto, quella che si riscontra nello spazio vuoto intergalattico.

Sistemato il tutto, si assisterà alla fusione dei nuclei di idrogeno che formeranno così nuclei di elio e, quale scarto, una piccola parte della loro materia verrà trasformata in energia, secondo una formuletta messa a punto da un certo signor Einstein (E=mc2) circa una novantina di anni fa. A questo punto si fa passare una notevole quantità di acqua sulla superficie del Tokamak che si trasformerà in vapore, che verrà convogliato verso le turbine che produrranno energia elettrica in quantità tale da poter soddisfare il mondo intero in modo assolutamente pulito. In assenza di qualsiasi tipo di scoria o residuo. Con le molecole di idrogeno contenute in un boccale da birra si potrà ottenere …

No, non si tratta di un sogno: si chiama progetto “Iter” e ci stanno lavorando 500 scienziati nelle vicinanze della cittadina di Cadarache, a metà strada tra Provenza e Costa Azzurra. Il bello del sogno sta nel fatto che al progetto Iter stanno collaborando molti Paesi: Francia, Italia, tutta l’Unione europea, Stati Uniti, Cina, India, Sud Corea, Giappone solo per citarne alcuni. La più grande collaborazione tecno-industriale che la storia dell’uomo ricordi. Si chiama infatti “International thermonuclear experimental reactor” ed è destinato a generare un piccolo sole, fatto in casa. Come si è sempre detto, l’intesa fa la forza. Riusciremo ad imparare qualcosa da tutto questo? Si vedrà.

L’impianto, che verrà realizzato entro cinque anni, non è destinato a produrre energia, ma a dimostrarne la fattibilità: studia e calcola, ricalcola e ristudia: occorre verificare se i numeri potranno diventare una realtà. La realtà di un piccolo sole. Un sole da mettere in tasca.

(Mauro Magnani)