Venezia. Il direttore della Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, Alberto Barbera, ha deciso di sfidare il coronavirus e proporre, dal 2 al 12 settembre prossimi, uno dei primi se non il primo festival di cinema “dal vivo”, ma in piena sicurezza, compreso il distanziamento in sala, dopo la pausa causata dal Covid-19.

Tante artiste donne, sia nelle giurie internazionali che assegneranno i premi, sia in lizza per il Leone d’oro. Otto registe saranno nella sezione “Venezia 77”. Chloé Zhao, autrice cinese trapiantata in Usa, porta “Nomadland” prodotto e interpretato da Frances McDormand nel ruolo di una moderna nomade nel vasto paesaggio americano. Questo film ha la particolarità di essere proiettato sia al Lido, sia ai festival autunnali di Telluride, Toronto e New York, “un segno concreto di solidarietà e collaborazione in un periodo di grande difficoltà”, dice Barbera.

Venezia 77

Nella rassegna principale, in concorso, sfileranno le italiane Emma Dante con «Le sorelle Macaluso», storia della vita di 5 sorelle in un appartamento palermitano e Susanna Nicchiarelli che, con «Miss Marx», narra la vita di Eleanor Marx, figlia del grande filosofo. C’è il cinema della frontiera americana e dell’isolamento che induce nelle famiglie di pioneri per la norvegese Mona Fastvold con «The World to Come», con Casey Affleck. La francese Nicole Garcia con «Amants», racconta di un giovane amore travagliato tra Parigi e l’oceano indiano; la polacca Malgorzata Szumowska con «Never Gonna Snow Again» (co-diretto con Michael Englert), parla dell’incontro tra un massaggiatore ucraino e la comunità ricca e annoiata di un quartiere cittadino per il quale diventerà un “guru”. Per la tedesca Julia von Heinz con «And Tomorrow the Entire World» al centro della storia cè invece una ventenne che decide con le amiche di farsi coinvolgere politicamente, scoprendo la pericolosità delle nuove frequentazioni; infine la bosniaca Jasmila Zbanic con «Quo vadis, Aida?» narra di una insegnante di inglese che vive con la famiglia in una base Onu da quando l’esercito serbo ha occupato Srebrenica pensando, erroneamente, di essere al sicuro.

I registi in concorso a “Venezia 77” saranno: dall’Azerbaijan, Hilal Baydarov con “In between dying”, la storia d’amore di Davud, un giovane alla ricerca della sua “vera” famiglia, che completa il suo ciclo di vita in un solo giorno; Michel Franco dal Messico con “Nuevo orden”, in cui un matrimonio tra membri dell’alta borghesia viene interrotto dall’arrivo di persone di rango apparentemente più basso, entrati con la forza all’interno della proprietà; “Laila in Haifa” dell’israeliano Amos Gitai, girato in un locale notturno dove si illustrano le relazioni sociali tra avventori israeliani e palestinesi; il russo Andrei Konchalovsky con “Dorogie Tovarishi! (cari compagni!)”, storia di una manifestazione di lavoratori a Novocherkassk nel 1962 repressa nel sangue e con condanne a morte; dal Giappone sarà presente Kiyoshi Kurosawa con “Spy no tsuma (la moglie della spia)”, dove incomprensioni, gelosia e problemi legali di una coppia sono connessi ad un atto di barbarie a cui il marito commerciante, in Cina per affari, assiste in Manciuria; “Khorshid (i figli del sole)” di Majid Majidi dall’Iran, dramma dedicato al lavoro minorile; “Pieces of a woman” dell’ungherese Kornél Mundruczó, la tragedia di una donna a cui il parto in casa non va come previsto; “The disciple” dell’indiano Chaitanya Tamhane, viaggio nel mondo della musica classica di quel paese e di un cantante che studia con dedizione attraverso un faticoso percorso artistico.

Gli altri due dei quattro italiani in concorso sono: Claudio Noce con “Padrenostro” interpretato da Pierfrancesco Favino, dove si ripercorre la stagione del terrorismo italiano degli anni 70, attraverso gli occhi di un bambino il cui padre ha subito un attentato e Gianfranco Rosi con “Notturno”, girato nel corso di tre anni trascorsi sui confini fra Siria, Iraq, Kurdistan, Libano, per raccontare la quotidianità che sta dietro la tragedia continua di guerre civili, dittature feroci, invasioni e ingerenze straniere.

SPY NO TSUMA (LA MOGLIE DELLA SPIA) di Kiyoshi Kurosawa (Foto Biennale di Venezia)

A valutare queste opere è stata chiamata una giuria composta da: Cate Blanchett, (Australia) in qualità di presidente, attrice internazionalmente acclamata e pluripremiata (Oscar per “The Aviator”, 2004 e “Blue Jasmine”, 2013), nonché produttrice, filantropa e attiva protagonista della comunità artistica; Veronika Franz (Austria), regista e sceneggiatrice, coregista con Severin Fiala di “The Lodge” (2019); Joanna Hogg (Gran Bretagna), regista e sceneggiatrice, considerata fra le più importanti del suo Paese (“The Souvenir” 2019 ha vinto il gran premio della giuria al Sundance film festival 2019); Nicola Lagioia (Italia), scrittore (il romanzo “La ferocia” ha vinto il premio Strega 2015) e dal 2016 direttore del Salone Internazionale del Libro di Torino; Christian Petzold (Germania), regista e sceneggiatore fra i più significativi del cinema tedesco (a Berlino, nel 2020 vince il premio della Fipresci con “Undine”); Cristi Puiu (Romania), regista e sceneggiatore, nel 2001 con il road-movie “Marfa şi bani (Stuff and Dough)”, presentato alla Quinzaines a Cannes ha dato inizio al Nuovo cinema rumeno; Ludivine Sagnier (Francia), attrice, che annovera tra le ultime interpretazioni, “La vérité“ di Hirokazu Koreeda, film d’apertura della Mostra di Venezia 2019 e la seconda serie di Paolo Sorrentino “The New Pope”. A loro il compito di assegnare: il Leone d’oro per il miglior film, il Leone d’argento – gran premio della giuria, il Leone d’argento – premio per la migliore regia, la coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile e femminile, il premio per la migliore sceneggiatura, il premio speciale della giuria e il premio Marcello Mastroianni a un giovane attore o attrice emergente.

La selezione comprende oltre a “Venezia 77” le sezioni “Fuori Concorso”, “Orizzonti”, “Biennale College – Cinema”. La programmazione giornaliera sarà annunciata entro la metà di agosto.

Biglietti e abbonamenti saranno disponibili alla pagina www.labiennale.org/it/cinema/2020/informazioni#tickets. I film vengono proiettati in lingua originale con sottotitoli in italiano e in inglese.

(Caterina Grazioli)