Lugo. Si fa un gran discutere della possibilità che l’Università di Ferrara possa coinvolgere, per quel che riguarda la facoltà di Medicina, Cotignola e più precisamente la Clinica (privata) Villa Maria Cecilia situata nell’area della Bassa Romagna.

Università di Ferrara (Foto Wikipedia)

Questo progetto ha comprensibilmente fatto nascere un interessante dibattito, che ha dedicato molta attenzione alle ricadute economiche che un simile arrivo potrebbe offrire al territorio (anche se pare un po’ eccessivo mettere sempre al primo posto, nei documenti di partito e istituzionali, i potenziali sviluppi immobiliari).

Premesso comunque che la presenza di corsi universitari è un valore aggiunto per il territorio, crediamo che sia opportuno fare alcune domande ad alta voce.

Come sappiamo l’Università di Bologna con l’avvio dei corsi di Medicina e Chirurgia a Ravenna e Forlì a partire dal 2020, aggiunge un ulteriore tassello al progetto di integrazione che coinvolge l’intero territorio della Romagna e l’Ausl Romagna.

Di conseguenza la prima domanda è inevitabile: c’è un coordinamento regionale fra le università della Regione, ma in questo caso pare di assistere ad una concorrenza sui territori di cui non si comprende la finalità. La concorrenza fra università, specie di questo tipo, rischia di generare conflitti molto poco nobili e quindi andrebbe chiarito fin dalla partenza che si è giunti a questa situazione con un percorso condiviso, in particolare fra gli atenei di Bologna e Ferrara.

La seconda domanda parte da una riflessione sull’emergenza Covid. In questa occasione si è visto che il vero problema per la sanità italiana non è il numero dei medici, ma dei medici specializzati: di conseguenza bisogna pensare alla costruzione di percorsi per eliminare questo pericoloso gap fra medici laureati e medici specializzati.

Infine un’ultima questione: durante l’epidemia tutti hanno reso omaggio al sistema sanitario pubblico come perno della salute dei cittadini e il presidente Stefano Bonaccini ha più volte ribadito che la sanità dell’Emilia-Romagna è fondata sul sistema pubblico e sulla rete dei servizi territoriali e che questo ha fatto la differenza durante i mesi più critici della pandemia. Ora invece un’università statale come quella di Ferrara imposta parte del suo progetto proprio su una struttura privata che nel passato è stata coinvolta in vicende poco chiare. E crediamo che Villa Maria Cecilia non darà la sua disponibilità a collaborare con Ferrara gratuitamente.

Abbiamo ritenuto di porre queste domande pubblicamente (consapevoli dell’importanza di questo dibattito) e ci attendiamo risposte puntuali.

(m.z. – Foto di Claudio Alvarado Soleri)