Cotignola. Lo scorso 10 giugno le associazioni datoriali di Aris e Aiop e i sindacati Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil hanno sottoscritto una preintesa sul nuovo Contratto nazionale di lavoro della Sanità privata, che interessa  circa 250 mila lavoratrici e lavoratori, si tratta di un contratto scaduto da oltre 14 anni, concluso con estenuanti trattative durate circa 3 anni, ottenuto con diversi interventi del Ministero della Salute e della Conferenza Stato-Regioni, oltre alla mobilitazione con diverse giornate di sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori interessati.

Questo della sanità privata è un rinnovo contrattuale importante che di fatto porterebbe al riequilibrio, come previsto nella preintesa, dei diritti, delle tutele e del salario (aumento medio di 154 euro mensili) delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata che, allo stesso modo dei loro colleghi della Sanità Pubblica, erogano servizi di diagnosi, cura e assistenza.

Una preintesa che doveva portare giovedì 30 luglio alla firma definitiva del nuovo contratto, invece in quella data le associazioni datoriali hanno comunicato che non erano in grado di onorare l’impegno preso qualche settimana prima, un voltafaccia inaspettato che ha dato adito alla durissima reazione dei sindacati, che i una nota lo hanno definito “un comportamento scioccante e vergognoso, sulla pelle di tutte le professioniste e tutti i professionisti della sanità privata, definiti eroi quando si tratta di fare profitto e poi negati di ogni diritto”, la nota prosegue “le lavoratrici e i lavoratori hanno aspettato fin troppo, la rabbia ormai è incontenibile e nei confronti di questi soggetti non ci può che essere una reazione forte e determinata, per questo abbiamo deciso di proclamare lo sciopero di tutte le strutture Aris e Aiop, perché non c’è più tempo per le trattative, le controparti hanno fatto saltare ogni sistema di relazioni sindacali, che i cittadini sappiano che questi soggetti fanno profitto con risorse pubbliche e come è accaduto durante la pandemia fanno la loro parte solo se possono trarre profitto” e la nota si conclude con un appello “Il Governo e le Regioni intervengano per condannare questi comportamenti e sanzionarli e il ministro Roberto Speranza solleciti le controparti datoriali al rispetto di quanto già pattuito”.

Una prima forte risposta sindacale a fronte del vergognoso voltafaccia di Aris e Aiop la si è avuta a livello nazionale mercoledì 5 luglio, con manifestazioni e presidi di lavoratrici e lavoratori in ogni regione, in Emilia Romagna il presidio, con alcune centinaia di lavoratrici e lavoratori e di dirigenti sindacali regionali e provinciali del settore, si è svolto a un passo da Lugo a Cotignola al Villa Maria Cecilia Hospital in quanto è amministrata dal presidente regionale di Aiop, particolarmente significativo il presidio di lavoratrici e lavoratori in Lazio che si è svolto a Roma a Montecitorio di fronte alla Camera dei Deputati e che ha visto la partecipazione di dirigenti sindacali nazionali di categoria e dei segretari generali confederali di Cgil, Cisl e Uil, Maurizio Landini, Annamaria Furlan e Pierpaolo Bombardieri.

Se sono rose fioriranno, il direttore generale di Villa Maria Cecilia Hospital di Cotignola, Lorenzo Venturini, interpellato il 5 luglio mentre era in corso il presidio sindacale ha dichiarato “Il rinnovo del contratto, come già noto, è in capo ad Aiop, ma come cittadino e direttore generale di questa struttura auspico che si arrivi a una soluzione condivisa e definitiva per tutti i lavoratori nel più breve tempo possibile”.

Salvo gradite sorprese, i sindacati sono già al lavoro per organizzare lo sciopero generale della sanità privata.

(Edgardo Farolfi)