Faenza. Abbiamo incontrato Massimo Isola, candidato  sindaco per il centrosinistra. In questa chiacchierata ci presenta le sue idee e i suoi progetti per la città.

La prima domanda, inevitabile  riguarda una riflessione sulla città e sui problemi che il prossimo consiglio dovrà affrontare e risolvere.
“In questo momento abbiamo due sfide, che hanno una loro autonomia e connessione. La prima sfida è subito: non avremo i ‘100 giorni’ e su molti temi le cose succederanno velocemente o saranno già successe al momento del cambio di amministrazione. Si tratta, ad esempio, di ambiti quali la scuola, le imprese, la ripartenza delle attività sportive e culturali, la gestione della situazione socio-sanitaria attuale e l’essere pronti a gestire una nuova possibile fase di emergenza legata al Covid-19.
La seconda sfida è quella del medio periodo. Il progetto che vogliamo costruire dovrà dare risposte a criticità storiche di Faenza e a nuove criticità, legate anche alla ‘rivoluzione’ Covid-19. Abbiamo una città nuova, da pensare e realizzare, nel contesto di una epoca nuova. In questo momento di grande cambiamento dobbiamo essere in grado di costruire infrastrutture sociali, ancora prima che materiali. La questione ambientale dovrà essere sempre di più uno sguardo trasversale, per stringere un nuovo patto intergenerazionale, per costruire una città nuova, che oggi abbiamo in prestito e che dovremo restituire – migliore – alle generazioni future.
Abbiamo una città da pensare e realizzare nel contesto di un’epoca nuova, in cui il Pubblico deve trovare nuova centralità all’interno di un dialogo costruttivo con il tessuto produttivo, sociale e associativo. Vogliamo che Faenza diventi una città accessibile, con meno burocrazia e difficoltà nel muoversi, più attraente per giovani lavoratori e giovani imprese, amica delle famiglie, nelle loro tante sfaccettature e diversità, dei bambini e dei loro nonni; una città accessibile da studenti e lavoratori fuori sede, ben collegata con le reti materiali e immateriali del nostro territorio. Faenza dovrà affermarsi sempre più come città dei diritti e dei doveri: inclusiva, aperta, portatrice di una cultura della tolleranza, in cui tutti possano sentirsi riconosciuti e valorizzati.”

Quali le caratteristiche della coalizione a sostegno della tua candidatura?
“La priorità è quella di costruire una alleanza larga e plurale, nella profonda convinzione che sia necessario un pensiero nuovo per Faenza, che abbia origine dall’incontro fra punti di vista diversi. La fase storica che stiamo vivendo richiede un progetto profondo per la città, che vada oltre un semplice accordo tra partiti e movimenti, un progetto in grado di garantire nuove idee, un nuovo paradigma, nuove parole chiave. Nessun pensiero politico è autosufficiente, e ogni alleato può e deve costruire una parte di questo progetto. La coalizione che stiamo costruendo ha queste basi, e parte dalla definizione di contenuti condivisi e obiettivi comuni. Prima il progetto per Faenza, poi la coalizione – non il contrario.”

Come la immagina questa campagna elettorale? In che maniera si confronterà con gli elettori da oggi al 20 settembre.
“Sarà una campagna elettorale inedita, diversa da quelle a cui siamo abituati, e velocissima. L’idea è quella di partire dall’ascolto e dal confronto con i cittadini, in tutte le forme possibili: incontri ‘in presenza’ e, viste anche le limitazioni legate al Covid-19, confronti attraverso il web e i social network. Come ho detto, le esigenze dei cittadini in questo momento storico sono tante, e la nostra proposta deve partire dall’ascolto di queste esigenze e da un confronto sulle possibili soluzioni, di breve e medio periodo, con tutti gli attori coinvolti: singoli cittadini, imprese, terzo settore e associazioni, istituzioni e altre forme organizzate di rappresentanza.”

(m.z.)