L’aiutino a “sterzare” dal continuare a far debito improprio e a porre rimedio alla montagna di quattrini buttati al vento dagli sprechi nazional-popolari credo sarà (aimè) alquanto doloroso da parte degli “enti” deputati, chiamati impropriamente “Troika” e rappresentati da Banca centrale europea, Commissione europea e Fondo monetario internazionale in rappresentanza dei creditori ufficiali, come già avvenuto per la disavventura economico-finanziaria greca di qualche anno fa.

Questa azione di “ingerenza” per (ri) mettere i conti a posto e rimediare con le buone o le cattive a ciò che maldestramente abbiamo combinato nei decenni passati in merito ai misfatti finanziari inerenti il nostro debito è probabile che sia calendarizzata quando il rapporto Debito/Pil sforerà i 160 punti, previsti alla fine del 2020 e sarà una supervisione che, in caso ciò accada, non mancherà di innescare un pericoloso scontro politico e sociale a livello nazionale contro chi pretenderà “dall’esterno” (in vece nostra) di far quadrare i conti.

Questa paura, che la Cabala indica col numero 90, in Finanza si codifica diversamente (160) ma il rapporto che il Fondo monetario internazionale ha redatto nei confronti del nostro debito, salito a maggio 2020 a quota 2.500 miliardi di euro, e di un mercato nazionale del lavoro inefficiente e che non fa Pil, fa ancor più paura.

E’ da tempo immemorabile che secondo tanti osservatori questo fardello di debiti accumulati in un ventennio di malgoverni è zavorra pericolosa per la crescita del Belpaese che, già “ingessato” di suo dalla burocrazia, dalla Pubblica Amministrazione che è tale solo a parole e da Lobby spendaccione che vivono di rendita di posizione anziché produrre ricchezza, non ha modo di uscire dal pantano in cui si trova perché ogni azione (anche politica) che si tenta di intraprendere per promuovere una ripresa economica e sociale al passo coi tempi, è vana.

Non a caso qualche anno fa il New York Times ha “sbattuto” in prima pagina il primato (negativo) di Comitini paesino siciliano che contava 1 dipendente comunale ogni 14 abitanti e quello di Montallegro (1 ogni 58) contro la media dei municipi locali in provincia di Agrigento che era di 1 ogni 538; ben più roboante la notizia che apparve sul Corriere di Bologna dove la Regione Emilia Romagna distribuì premi di produttività a 137 dirigenti regionali su 168, considerando evidentemente “fuoriclasse” l’81% dei propri amministratori.

Gli esempi sulle cattive politiche non si contano se poi negli anni si leggono i rapporti della Corte dei Conti che in tempi non sospetti pubblicò un dossier in cui la Lombardia ogni 100.000 abitanti aveva 26 dirigenti nazionali, la Liguria 48, la Calabria 83, l’Umbria 105 e il Molise addirittura 272; fra le Regioni a statuto speciale la parte del leone la faceva la Sicilia con 2.320 ossia nove volte più della Lombardia che ne aveva 256 pur avendo il doppio degli abitanti.

Anche da qui il motivo per cui a qualcuno non dispiacerà l’eventuale aut aut da parte della “Troika” in quanto se si tratterà di una “manovra” sangue e lacrime come per la disavventura greca non sarà una sorpresa, le similitudini infatti si sprecano: dalla classe dirigente ellenica ad esempio che era inadeguata e incompetente come sta dimostrando di essere quella nostra oppure di una Pubblica Amministrazione incapace, corruttibile (e corrotta) ed infine sulla propensione del popolo greco (come quello italiano) ad evadere sistematicamente in percentuali rilevanti le tasse, nell’incapacità da parte dello Stato di debellare il fenomeno dell’evasione che nei decenni è diventato purtroppo strutturale.

Nell’agenda per il buon governo inoltre non dovrà mancare ciò cui nessun premier ha mai finora sognato di porre rimedio ossia il problema dei “diritti acquisiti”, lauti emolumenti (anche pensionistici) cui tante persone pensano ormai di aver diritto ma da sempre criticati da chi li ha confrontati ad esempio con gli assai più contenuti stipendi dei rappresentanti statunitensi (loro colleghi) anch’essi consiglieri nazionali, regionali o soltanto rappresentanti eletti, una montagna di quattrini che non sarà facile tagliare con l’accetta e che nell’ipotesi migliore scatenerebbe una valanga di ricorsi.

(Giuseppe Vassura)