Bologna. Ci auguriamo che le parole dell’assessore regionale alle Politiche per la Salute, Raffele Donini, corrispondano al vero quando afferma che la “situazione è sotto controllo”, aggiungendo poi “bisogna assolutamente arginare nuovi casi”. Da qui la scelta di rendere il tampone obbligatorio per chi rientra da Spagna, Grecia, Croazia e Malta. In pratica chi rientra da quei paesi avrà l’obbligo di segnalarsi immediatamente ai dipartimenti di Sanità pubblica delle rispettive Ausl di residenza. Il tampone andrà fatto entro le 24 ore dal rientro; se l’esito sarà negativo, non scatteranno provvedimenti di quarantena.

Concerto (immagine di repertorio da Pixabay)

Ma siamo sicuri che quella delle persone che rientrano dall’estero sia l’unica situazione critica? Dalla riviera romagnola arrivano notizie e immagini per nulla rassicuranti. Al di là di spiagge e bagni dove in qualche modo le regole vengono fatte rispettare, con grande difficoltà soprattutto in questi giorni, non altrettanto succede nei luoghi di ritrovo serali e notturni, nonostante le forze messe in campo per i controlli.

Foto e video dimostrano, ad esempio, che in molte discoteche la situazione è più che critica: assembramenti, contatti ravvicinati, assenza assoluta di mascherine e un numero di presenze che superano di gran lunga quelle che garantirebbero il minimo di sicurezza anticontagio.

Certo va bene il diritto a divertirsi, tutti abbiamo voglia di “staccare” dopo una primavera allucinante. Cinema, teatri, ristoranti si sono adeguati e hanno messo in modo i meccanismi necessari per garantire il distanziamento e il rischio contagio, ma perché ciò non succede nelle discoteche? Chi fa rispettare le regole, semmai rimettendoci parte del suo guadagno è meno furbo di chi gestisce una sala da ballo?

E se è giusto il diritto a divertirsi è altrettanto sacrosanto il diritto a vivere in sicurezza, pretendendo da chi è responsabile della salute pubblica il dovere di fare rispettare quelle misure che impediscano il contagio. Ricordiamo che tra un mese riaprono le scuole e quello, assieme al ritorno della stagione fredda, sarà il vero banco di prova della tenuta sanitaria del Paese. Solo pensare di ritornare alle situazioni di qualche mese fa è un incubo, perché allora non fare in modo di presentarsi a quegli appuntamento nella migliore situazione possibile, cercando oggi di ridurre al minimo le occasioni di contagio. Si tratta solo di fare rispettare a tutti ciò che è scritto in decreti e ordinanze, allora perché non lo si fa?

Non è possibile? Allora si chiudono. Le pressioni degli imprenditori turistici e di molto vacanzieri sono forti? Bene allora inizino loro a far rispettare le regole. Bisognerebbe ricordargli che accanto ai diritti ci sono poi anche i doveri.

Occorre evitare un’Italia divisa tra serie A e serie B, dove qualcuno viene obbligato a suon di multe a rispettare le regole, ed altri possono tranquillamente operare al di fuori della legge. Il tutto sulla pelle di chi, contagiato, rischia la vita, come se le migliaia di morti fino ad oggi non siano serviti a nulla. Oscurati sull’altare della movida.

(v.z)