Il decreto semplificazioni recentemente approvato dal Consiglio dei ministri impedisce ai sindaci italiani di vietare o limitare l’installazione di reti 5G nel proprio territorio di competenza. In sostanza, con poche righe, è stata limitata l’autorità degli amministratori locali a proposito di tematiche molto delicate che hanno a che fare con lo sviluppo tecnologico e, soprattutto, la sanità pubblica. “Nei mesi scorsi ho firmato un’ordinanza avente lo scopo di impedire, fino al prossimo ottobre, l’installazione di tali impianti sul territorio del Comune di Dozza – afferma Luca albertazzi, sindaco di Dozza -. Come ho spiegato a più riprese l’ordinanza non è basata su una presa di posizione ideologica ma su due, semplici, considerazioni:

1) La tecnologia 5G è oggetto di un approfondito dibattito scientifico che non ha ancora sciolto, ad oggi, tutti i dubbi inerenti la salute pubblica. Ad essere onesti bisogna ammettere che di certezze, a proposito di eventuali danni biologici generati dalle radiazioni 5G, non ve ne sono, né a favore né contro. Proprio per questo motivo l’applicazione del ben noto principio di precauzione suggerirebbe una certa dose di cautela prima di avvallare la diffusione su grande scala di questa tecnologia.

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2) La tecnologia 5G produrrà un cambiamento socio-economico notevole nel giro di pochi anni. L’avvento del cosiddetto ‘Internet delle cose’ stravolgerà il mercato del lavoro e le nostre abitudini in maniera rapida e, per molti aspetti, ignota. Prima di innescare rivoluzioni di questo tipo occorrerebbe informare adeguatamente la cittadinanza, infondere consapevolezza e comprendere, a livello collettivo, quali possibili conseguenze negative possono derivare da un uso scorretto e sregolato della tecnologia. La crisi legata al Coronavirus che stiamo vivendo dovrebbe averci insegnato molto a riguardo di questo tema. Il rischio è quello di seguire ciecamente l’interesse economico prevalente al momento attuale a discapito di un sano sviluppo sociale che tenga in debita considerazione sia gli aspetti economici che quelli legati alla sostenibilità”.

Luca Albertazzi, sindaco di Dozza

Negli ultimi mesi diversi Comuni hanno preso decisioni finalizzate ad impedire o comunque ritardare l’introduzione di questa tecnologia. “Non si può ignorare questo aspetto – continua Albertazzi -. Faccio un appello all’Associazione nazionale dei Comuni italiani affinché si opponga all’introduzione definitiva di una norma di fatto limitativa dei poteri tradizionalmente affidati ai Sindaci. Inoltre mi appello ai parlamentari che verranno coinvolti nel processo di conversione in Legge del decreto affinché la norma in questione venga eliminata. Nei prossimi mesi occorre alimentare un dibattito ampio e diffuso, che coinvolga le comunità, sul tema dello sviluppo tecnologico e sulle tante questioni connesse alla salute pubblica. L’introduzione di norme che possono indurre a pensare male anche chi vorrebbe trattare argomenti così delicati esclusivamente con buon senso non favorisce la partecipazione attiva della cittadinanza. Mi auguro che la fase difficile che stiamo attraversando induca tutti ad agire in modo nuovo, nella direzione di uno sviluppo consapevole e sostenibile”.