Spett. redazione,
conforta il recente pronunciamento dei Verdi in merito alla vicenda della campagna di Pd-La buona politica e Lega per Salvini a favore dell’istituzione di una nuova Azienda ospedaliera universitaria a guida privata a Villa Maria di Cotignola.

Vuol dire che Sinistra per Lugo e Art.1, che in merito hanno assunto, fin dai primi passi del progetto, un atteggiamento risolutamente contrario, non sono più soli nell’ambito della coalizione di componenti che sostennero l’elezione del Sindaco Ranalli alle amministrative del 26 maggio 2019.

Il programma elettorale che condusse all’elezione dell’attuale sindaco conteneva affermazioni importanti in materia di Sanità e organizzazione ospedaliera: “Occorre dunque incidere sulle criticità che gravano sul presidio ospedaliero di Lugo. Serve il potenziamento di tutta l’attività chirurgica, variamente distribuita nei vari reparti (Chirurgia generale, ginecologia, urologia), supportato dalla recente ristrutturazione della rianimazione ottenuta grazie ai cospicui investimenti ottenuti dall’attuale amministrazione. Occorre adeguare la dotazione di personale del Pronto Soccorso che, come indicato dalla Regione, sarà candidato al progetto di completa ristrutturazione attualmente allo studio della stessa”.

Ad elezione avvenuta non abbiamo visto finora un impegno per contrastare il degrado dell’ospedale lughese pari alle promesse fatte all’elettorato in campagna elettorale. Prima dell’emergenza Covid eravamo giunti alla paralisi di fatto delle attività chirurgiche, per mancanza di personale medico e infermieristico, senza che nessuna voce, oltre la nostra, si levasse a sostegno di un progetto di rilancio. Dopo l’emergenza ci si è accontentati di generiche dichiarazioni degli amministratori della Ausl Romagna, che annunciavano il ripristino della funzionalità dei reparti, senza che l’emergenza creata per carenza di personale si sia in nessun modo risolta, anzi si è aggravata, a causa dell’ulteriore trasferimento di personale verso altre strutture.

A sorpresa spunta invece un attivismo inedito del Pd a sostegno del progetto che, dietro al paravento dell’Università di Ferrara, nasconde l’idea del varo di un’Azienda ospedaliera universitaria a guida privata, destinata a soppiantare le funzioni e la vocazione universalistica del pubblico, con tanto di corredo di investimenti immobiliari speculativi da destinare a studentati!

Non si pensi che si tratti del ritorno all’antico panegirico per la sanità privata, che in Lombardia (e non solo) ha dato tanta prova di sé durante l’emergenza! Infatti, per realizzarsi, l’azienda ospedaliera Universitaria, non disponendo nel privato di reparti come la medicina d’urgenza e generale, la chirurgia generale, ecc, progetta di incorporare quegli stessi reparti pubblici dentro il pacchetto a guida privata, con un testa coda attraverso il quale, dopo aver osannato alla sanità pubblica, si passa, non solo al plauso per quella privata, ma addirittura alla sottomissione alla guida del privato di ciò che resta di eccellenza del pubblico! Tutto questo contrasta apertamente con il dettato della riforma sanitaria del 1978 e dunque non può avere alcuna possibilità di concreta realizzazione.

Tuttavia, attorno al progetto di questo colpo, si è realizzata una convergenza inedita Pd – Centrodestra – Lega per Salvini, quando lo scorso 26 settembre il capogruppo Pd, Rossato aveva sdegnosamente rifiutato la convergenza con le opposizioni per un ordine del giorno unitario dedicato al rilancio dell’ospedale civile Umberto I.

Stupisce la disinvoltura con cui il Pd e l’Amministrazione comunale voltano pagina rispetto agli impegni presi con gli alleati e con l’elettorato, senza che si sia sentito nemmeno il bisogno di un confronto preliminare: si tratta di atti di rottura, non solo dei vincoli di coalizione, ma anche del rapporto con l’elettorato, che su temi così delicati, esige coerenza e trasparenza.

E nonostante i richiami, che da più parti e da almeno 20 giorni ad oggi, sono stati indirizzati al garante della coalizione di governo locale, non è venuto alcun cenno di disponibilità ad aprire un confronto vero. Perché tanta intransigenza nel sostenere una tale inversione di marcia?

Vogliamo ricordare che durante l’emergenza Covis-19 il Presidente della Regione Stefano Bonaccini, ha ribadito il rilancio dell’ospedale Umberto I di Lugo, con il ripristino dello status di un ospedale con le sue eccellenze, con l’impegno al potenziamento sia strutturale, che della dotazione di personale, al fine di migliorare il servizio ai cittadini. Questa opportunità deve essere colta e va condivisa con tutte le forze di maggioranza.

Auspichiamo che prevalga finalmente la ragionevolezza e la coerenza con il programma elettorale e ribadiamo con carattere di urgenza la necessità di convocare una riunione di maggioranza con tutte le forze politiche che la compongono.

(Armando Menichelli – Portavoce di Sinistra per Lugo)