Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione sul Liceo classico Rambaldi di Imola da parte di due ex studenti: Jacopo Lanzoni e Matteo Bacci.

Siamo ex allievi del liceo classico “Rambaldi” di Imola, e la nostra esperienza di studenti del liceo classico della nostra città ha segnato profondamente la nostra formazione culturale e umana. Lo studio profondo e serio delle materie umanistiche cosi come di quelle scientifiche in quegli anni ha richiesto impegno e sacrifici, ma questi sono stati poi ripagati significativamente nel corso delle nostre carriere universitarie e professionali.

Liceo classico “Rambaldi” Imola

Crediamo che il Liceo classico sia davvero un “ginnasio educativo”, un luogo dove si esercitano al massimo grado quelle abilita logiche di analisi e di sintesi che sono le uniche vere capacita utili in un mondo del lavoro caratterizzato soprattutto da un costante cambiamento.

In questi anni abbiamo cercato di rimanere in contatto con il nostro liceo, tramite l’associazione “Benvenuto da Imola” delle ex allieve ed allievi del liceo classico “Rambaldi” e altre iniziative culturali, di orientamento in entrata e in uscita e di promozione del diritto allo studio.

Crediamo fortemente nel ruolo del liceo classico nella società italiana e, in particolare, in quello del “Rambaldi” a Imola. Ammettiamo tuttavia una preoccupazione.

Come si rileva dai dati raccolti negli ultimi anni da Eduscopio, il progetto della Fondazione Gianni Agnelli (FGA) che monitora la qualità dell’istruzione secondaria nel nostro paese, negli ultimi anni il liceo classico “Rambaldi” ha mostrato un trend che troviamo preoccupante, ovvero una costante diminuzione del successo degli allievi nei loro percorsi universitari, accompagnato da un costante innalzamento dei voti all’esame di stato.

Mentre gli allievi del “Rambaldi” ottengono mediamente 1/2 punto in più ogni anni all’esame di stato, l’indice FGA che misura il numero e l’esito degli esami conseguiti dagli studenti all’università continua a scendere per il nostro liceo alla velocità di quasi 3 punti ogni anno.

Insomma, i nostri allievi ottengono voti sempre più alti durante la permanenza nel nostro liceo, ma una volta giunti all’università faticano sempre più a rimanere in pari con gli esami e a superarli con successo.

Da “ex allievi militanti”, ci chiediamo quali siano le considerazioni che possiamo sviluppare a partire dai dati pubblicati, e quali azioni la scuola possa mettere in campo per alzare il livello di preparazione dei nostri studenti e per rimettere l’eccellenza al primo posto tra gli obiettivi della nostra scuola.

Crediamo che in un anno come questo, dove non solo una pandemia globale ci sta facendo ripensare completamente le nostre vite quotidiane ma anche le prossime elezioni amministrative ci spingono a pensare a progetti locali per il futuro della nostra città, sarebbe interessante aprire un dibattito con e tra la cittadinanza anche sul ruolo delle nostre scuole per progettare un futuro non solo diverso, ma possibilmente migliore.

Eduscopio Eduscopio_dati_originali

(Jacopo Lanzoni – Matteo Bacci)