Il liceo scinetifico “Luigi Valeriani”

Imola. Il Comitato “Tutti a scuola” formato da un centinaio di genitori, nato con l’intenzione di promuovere il rientro a scuola di tutti gli studenti in presenza , ha rilevato come nel territorio del Circondario le scuole, che non hanno i locali che consentano gli spazi di sicurezza, abbiamo adottato tutte il modello 4+2, ovvero 4 giorni a scuola e 2 giorni in dad (didattica a distanza, ndr), mantenendo l’unione della classe e anche un’unione didattica sicuramente funzionale e uniforme.

Anche a detta dei docenti interpellati, il mantenimento della compattezza e della unione della classe è un principio didattico ed educativo fondamentale, perché permette un confronto fra i ragazzi, un scambio umano e culturale costante, la cosiddetta “educazione fra pari”, che è uno dei pilastri centrali della didattica.

In controtendenza con questa opzione si è posto solo il dirigente del polo liceale imolese che ha deciso di adottare il sistema 2 terzi in classe e 1 terzo a casa a rotazione in dad. “Questa ci è sembrata una soluzione alquanto peggiorativa sia nella gestione didattica, sia, soprattutto a detta dei ragazzi, nel separare il gruppo classe – sottolinea il Comitato -. Abbiamo quindi richiesto un incontro in data 20 agosto, ma avendo ricevuto risposta negativa rimangono a noi ahimè ancora molte domande aperte. La nostra determinazione nel comunicare anche ai mass-media ha portato comunque frutti e notiamo con piacere che a seguito delle nostre sollecitazioni il dirigente abbia deciso di incontrare nei prossimi giorni i rappresentanti dei genitori e degli studenti, molto probabilmente proprio perché ad oggi non erano  state condivise le scelte fatte. Consapevoli che ci sia un organo preposto a decidere nell’ambito scolastico, riteniamo che un conto sia scegliere quale parete tinteggiare, un conto sia pianificare la vita scolastica dei nostri figli in un momento del genere e che pertanto la modalità nell’affrontare il problema debba essere considerata con due pesi ben diversi indirizzandosi alla più larga concertazione possibile. Non avendo quindi la possibilità di un confronto diretto e mossi dall’interesse superiore per i nostri figli, condividiamo i dubbi e le perplessità che speriamo di poter vedere risolti a breve”.

“Per quale motivo il polo liceale ha scelto questa strada in netta discontinuità con tutti gli Istituti del Circondario che o hanno trovato spazi alternativi o hanno adottato il 4+2? E’ stato indagato fino in fondo la possibilità di adottare degli spazi aggiuntivi? E’ stato redatto un report costi-benefici? – si chiede il Comitato -. Per quale motivo, dal momento che anche l’ufficio scolastico regionale  aveva dato indicazione di organizzarsi in autonomia già a giugno, visto che questa decisione sposta di molto la vita scolastica dei ragazzi  e avendo deliberato una opzione unica nel suo genere in tutto il Circondario, il dirigente scolastico del polo liceale non ha ben pensato di condividere per tempo questa opzione con tutti gli organi competenti fino ad arrivare ai rappresentati delle varie classi? Almeno per raccogliere l’opinione di una buona parte dei componenti della comunità scolastica. Molte scuole, in tutta Italia, di fronte alla difficoltà di gestire la lezione in classe all’interno del proprio plesso, si sono attivate già dal mese di giugno nel territorio  per reperire spazi più capienti, facendo un prezioso lavoro di rete, di collegamento, perchè il problema scuola è un problema dell’intera società e tutti se ne devono far carico”

Per questo, il Comitato “Tutti a scuola”, “richiede la condivisione della mappatura dei locali di Imola concernente i bisogni degli istituti e le relative potenziali classi a disposizione”.

Un altro tema di notevole importanza per la ripresa dell’anno scolastico, emerso dai dialoghi con i genitori del comitato, riguarda il trasporto pubblico. “La dirigente del polo Alberghetti di Imola, nella comunicazione inviata alle famiglie del 16 agosto, ha specificato di essersi già informata con Tper prima di confermare la sua strategia di rientro. E gli altri Istituti? Quanti ragazzi si spostano ogni mattina per raggiungere la propria scuola nell’ambito del Circondario? – ricordano i genitori del Comitato -. Ricordiamo bene che il problema del trasporto carente era già in essere da anni e causava autobus strapieni, vogliamo quindi sapere come sarà possibile garantire il viaggio ora in sicurezza. Ad oggi, fine agosto, chi si è occupato nel Circondario di verificare questa situazione che, tra l’altro, coinvolge anche molti lavoratori?”.

“Come Comitato abbiamo insistito affinché il problema del rientro a scuola diventi una priorità di tutta la comunità per sforzarsi di trovare delle soluzioni alternative anche nella ricerca di spazi extra scolastici – conclude il gruppo di genitori -. Riteniamo infatti che una situazione emergenziale possa favorire soluzioni emergenziali temporanee, trovabili grazie alla collaborazione di tutte le realtà cittadine. Non consideriamo la dad come un modello di riferimento, ma esclusivamente come un modo per tamponare una situazione di emergenza e sottolineiamo che alcuni docenti non si sono presentati nell’aula virtuale adducendo varie motivazioni, creando lacune nel programma e vuoti di apprendimento per i nostri figli. Carenze che si porteranno dietro per tutta la vita. Stiamo riscontrando solo un grande caos ma andiamo avanti perché non permetteremo che questo danno ricada su studenti e famiglie ”.