Da sinistra Milena Melandri, Roberto Divari, Carmela Cappello e Arrmando Martignani

Imola. “Abbiamo un programma di governo concreto, frutto di un percorso iniziato due anni fa con i cittadini, con un occhio alle esigenze di bilancio. Ora, dopo tre anni di totale immobilismo, servono idee chiare per sapere dove andare tenendo presente che ci è piombato addosso il Covid che sta creando una crisi economica. Per ripartire il 7 ottobre, noi possiamo essere una guida sicura”. Gioca la carta del programma e dei candidati della lista civica che la sostiene direttamente, il 27 agosto sotto il solleone da “Renzo”, la candidata a sindaco Carmela Cappello per sperare di andare con successo “al ballottaggio contro uno dei due tradizionali schieramenti di centrosinistra o di centrodestra”.

“Le nostre superpriorità – sottolinea l’avvocata – sono tre: la prima è l’esigenza di costruire una comunità coesa con un occhio di riguardo a chi è diventato fragile, ai precari e ha chi ha perso e perderà il lavoro senza lasciare indietro nessuno. Si può fare, la sostenibilità economica c’è. Poi bisogna garantire la copertura della banda larga nelle zone dove ancora manca, penso soprattutto alle frazioni ma non solo. Serve soprattutto una maggiore digitalizzazione del Comune, e quindi una formazione dei dipendenti, per attirare nuove imprese a Imola. Esiste già un piano nazionale con i fondi, vanno sollecitati dall’Amministrazione. Terzo punto, un fondo di solidarietà per le imprese artigiane, con la regia e l’aiuto del Comune e l’aiuto delle grandi aziende che devono capire come senza quelle più piccole sarebbero in difficoltà”.

Una coppia di persone non più giovani chiede spiegazioni sulla collocazione delle liste e della candidata e la Cappello tenta di cogliere la palla al balzo: “Per la prima volta a Imola siamo davanti a liste autonome e indipendenti”. Poi, davanti alle insistenze, dice “io sono dell’area di centrosinistra, ma ogni candidato ha la sua storia, da 5 o 6 anni Imola ha cominciato a perdere terreno, gli ultimi arrivati (Manuela Sangiorgi e la sua giunta, ndr) hanno danneggiato ulteriormente le cose, quindi servono progetti, i partiti possono stare un po’ in panca”.

Ed ecco il contributo di alcuni candidati tutti concordi nel definire “Carmen come una persona veramente ultracompetente”.

Per Roberto Di Bari, 36 anni, operatore socio sanitario dell’Ausl, “considerando la sempre più elevata età media della popolazione, vorrei una maggiore integrazione tra ospedale e territorio per garantire una continuità assistenziale ai cittadini nel post-ricovero passando anche per una riqualificazione dell’Rsa di via Venturini”.

Milena Melandri, docente di Tecnologia dell’informazione e della comunicazione: “Parallelamente all’attività professionale, mi occupo da anni di sport, in particolare di nuoto; sono atleta master, tecnico federale e consigliere della Federazione italiana nuoto per il Comitato regionale. L’Amministrazione Sangiorgi ha vacillato sulla gestione dell’impianto sportivo ‘Ruggi’, ora la gestione è stata confermata per i prossimi tre anni. Le associazioni sportive vanno coinvolte, sono un valore aggiunto, Imolanuoto è impegnata per portare in città a breve un Centro della federazione di alta specializzazione per la rana, già si allenano campioni. E resta valido il progetto di copertura della piscina all’aperto”

Kristi Selmani, 23 anni, laureando in “Business and Economics”, ricorda che “Imola si trova a metà strada fra le università di Bologna e Forlì. Gli studenti potrebbero stabilirsi sempre più a Imola visto anche che i prezzi degli affitti sono più bassi che altrove e popolare, insieme con i giovani imolesi che l’Amministrazione dovrebbe incentivare a restare sul territorio per non andare all’estero, il centro storico con le sue attività nelle ore serali rendendolo sempre più vivo”.

Infine Armando Martignani, 64 anni, pensionato: “Sono un ex Dc che, dopo le note vicende, non ha più trovato casa in un partito. Vorrei occuparmi, per competenze acquisite, del patrimonio stradale, oggi in parte degradato. Le manutenzioni vengono prese in considerazione solamente in certi momenti mentre una volta c’era la figura del cantoniere che era molto utile. Basta con interventi spot, basta ad asfaltature eseguite solo per arrivare al giorno del ballottaggio, le buche sulle strade non si chiudono solamente con una badilata a freddo, bisogna ripristinare la buona pratica della manutenzione preventiva”.
(m.m.)