Bologna. A pochi giorni dall’apertura delle scuole, per tutti il 14 settembre, ma qualche istituto riapre già l’1 settembre per lezioni di recupero per i ragazzi che sono risultati insufficienti in alcune materie, ancora tutto è in alto mare. Banchi, utilizzo delle mascherine, insegnanti, metodo di frequenza, e, soprattutto, il nodo trasporti non fanno ben sperare in una riapertura in sicurezza.

Situazioni che si conoscevano bene già qualche mese fa e che andavano affrontate con i tempi necessari, purtroppo la riapertura si avvicina e le incognite sono ancora tutte sul tappeto.

Alcune, ad esempio banchi e mascherine, forse, con un po’ di buon senso possono essere gestiti. Altri, insegnanti e personale scolastico, si risolvono solo con l’arrivo dei nuovi assunti. Poi resta il nodo trasporti: sia quelli extraurbani (treno e bus che sia), che per le corse urbane. Non era difficile prevedere quali potevano essere le difficoltà, bastava andare a qualche mese fa, prima dell’emergenze, e risultava evidente quale era la mole di studenti che affollavano i mezzi di trasporto e che il distanziamento in nessuna maniera poteva essere garantito se non con più mezzi e più personale. Si pensi solo all’uscita dalle scuole, quando parte dei ragazzi salgono sui bus per poi raggiungere un altro mezzo per andare a casa. Cosa significa per loro la perdita di una corsa? Arrivare alla propria abitazione con ore di ritardo con tutto ciò che comporta per la programmazione dello studio e di altre attività pomeridiane.

Fatto sta che all’orizzonte non ci sono al momento soluzioni in vista, chi dovrebbe proporle soluzioni naviga a vista, quasi che si voglia arrivare al 14 sperando in non si sa bene quale autoregolamentazione.

Gli incontri comunque continuano sia a livello nazionale che regionale. Nella giornata odierna (27 agosto) si è svolta la riunione del tavolo regionale sulla scuola tra Regione e sindacati, presenti il sottosegretario alla Presidenza, Davide Baruffi, gli assessori Paola Salomoni (Scuola), Raffaele Donini (Sanità) e Andrea Corsini (Trasporti e Mobilità) e i rappresentanti dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e della scuola (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda).

Al centro del confronto quattro temi prioritari: spazi e attrezzature; dotazione di insegnanti e personale tecnico; test sierologici e tamponi per i docenti e tutti i lavoratori della scuola e disponibilità di mascherine e strumenti di protezione individuale; mezzi pubblici adeguati e sicuri per permettere gli spostamenti di studenti e pendolari.

“Una scuola ferma è una società che si ferma – ha sottolineato Baruffi – e non possiamo permettercelo per la tenuta delle nostre comunità. Per la Regione la riapertura della scuola e il buon proseguimento dell’anno scolastico sono una priorità assoluta alla quale siamo tutti tenuti a collaborare, ognuno in base alle proprie responsabilità. Tema di una complessità tale che ha bisogno di ogni sua componente: dagli insegnanti agli studenti e alle famiglie, dal personale non docente agli enti territoriali, dalla sanità pubblica al trasporto pubblico locale. Dobbiamo essere consapevoli che è in gioco un bene primario che trascende le singole categorie di lavoratori e di utenti coinvolti. Il nostro obiettivo, quindi, deve essere quello di assicurare la massima collaborazione per raggiungere tutti insieme il traguardo e la garanzia del diritto allo studio per i nostri giovani”.

Scuola, banchi distanziati (Foto Regione Emilia Romagna)

Spazi e attrezzature adeguati alla ripresa in sicurezza
L’assessore Salomoni ha illustrato una situazione soddisfacente in Emilia-Romagna, con tre elementi che vanno garantiti entro il 14 settembre: la conclusione dei lavori di edilizia leggera già iniziati e su cui si sono avuti riscontri positivi dagli enti territoriali; l’arrivo dei docenti e del personale Ata assegnato dal ministero dell’Istruzione e di cui si attende entro il fine settimana la firma del decreto; gli arredi previsti, a partire dai banchi monoposto, per i quali è iniziata la distribuzione e che saranno consegnati in tre fasi – gli ultimi a ottobre – in base al criterio di urgenza (ovvero privilegiando le nuove sedi che dovranno ospitare gli alunni per mantenere il necessario distanziamento).

Insegnanti, personale tecnico e servizi
In particolare, per quanto riguarda l’organico, Salomoni ha sottolineato come “una volta avuta contezza delle dotazioni, in caso di criticità la Regione si farà carico di interloquire con l’Ufficio scolastico regionale per sollecitare nuove richieste al ministero”.

Rassicurazioni anche per le mense, con il ripristino dell’attività di refezione cui stanno lavorando Regione e Anci, l’Associazione dei Comuni, e sul pre e post scuola, ambito più delicato su cui si stanno facendo valutazioni puntuali sul territorio. E per quanto riguarda le mascherine, “il Governo ha garantito consegne straordinarie ogni settimana attraverso la struttura commissariale, in numero sufficiente per il personale e gli studenti”.

Test sierologici e tamponi
Tracciare per garantire la sicurezza di chi lavora nella scuola, degli studenti e delle loro famiglie. La Regione, come annunciato già nei giorni scorsi, sta procedendo a rendere disponibili a tutti i lavoratori della scuola, nessuno escluso, i test sierologici, ma non basta.

“Abbiamo allargato al massimo l’offerta del test ricomprendendo tutte le figure professionali possibili (docenti e supplenti delle scuole pubbliche e di quelle paritarie, personale Ata, educatori, tecnici, operatori delle mense e del pre e post scuola)- ha spiegato Donini-, persone che vogliamo seguire e monitorare, se aderiranno, per tutto l’anno scolastico. Dal 28 settembre arriveremo a una potenzialità di 20mila tamponi al giorno, proprio per essere sempre più tempestivi nell’individuare e circoscrivere eventuali focolai”.

Inoltre, l’Emilia-Romagna è impegnata, una volta individuato il responsabile Covid dentro le singole scuole come previsto dalle disposizioni governative, a gestire i casi di positività al virus di concerto con i medici di medicina generale e i dipartimenti di sanità pubblica.

Risorse straordinarie per il trasporto pubblico locale
L’obiettivo è rendere disponibile a tutti l’uso dei mezzi pubblici in sicurezza e nel rispetto delle regole. In Emilia-Romagna, con l’obbligo della mascherina, a oggi possono essere utilizzati il 100% dei posti a sedere sui treni e sui bus extraurbani, mentre sui bus urbani si può raggiungere fino al 60% della capienza totale, percentuale che dal 14 settembre, in base alle proiezioni fatte dall’assessorato regionale ai Trasporti, dovrebbe essere portata all’80% per assicurare il trasporto a tutti. Una situazione che finora e dal 18 maggio, fine del lockdown, ha dimostrato di reggere bene e senza criticità particolari o gravi.

“Se saranno garantite le risorse aggiuntive dal Governo per 400 milioni di euro, potremo aggiungere dai 500 ai 900mila chilometri in più all’offerta di trasporto pubblico regionale – ha spiegato Corsini -, questo vuole dire 500 bus urbani in più al giorno sulle strade (circa 50, in media, in ogni provincia). Una situazione che ci permetterebbe di rispondere in modo positivo al fabbisogno dei cittadini. Garantire invece a bordo dei mezzi il metro di distanza, pur essendo già previsto l’obbligo della mascherina, porterebbe alla necessità di triplicare gli autobus in circolazione, mentre sui treni la situazione sarebbe tale per cui si renderebbe necessario dimezzare la capacità di carico e quindi rischiare di lasciare letteralmente a piedi 20mila persone al giorno. Per questo – ha chiuso l’assessore – stiamo lavorando per trovare un punto di caduta col Governo e il Comitato tecnico scientifico nazionale in grado di soddisfare le necessarie garanzie di sicurezza e la necessità di portare a scuola (e a casa, ndr) tutti i giorni i nostri ragazzi”.

Sullo sfondo lo sciopero dei lavoratori Tper annunciato proprio per il 14 settembre dai sindacati di categoria per una vertenza che rischierebbe di fermare i bus a Bologna e Ferrara. “Anche qui faremo la nostra parte – ha affermato Corsini – perché non sia ostacolata la ripartenza e si trovi una soluzione ragionevole alla vertenza”.

Già la prossima settimana è previsto un nuovo incontro del tavolo regionale, dopo il confronto, in calendario entro la settimana, tra Stato e Regioni sulle linee guida operative per la riapertura delle scuole e la condivisione delle indicazioni redatte dall’Istituto superiore di sanità, il ministero e le Regioni Veneto ed Emilia-Romagna sulla gestione degli eventuali focolai all’interno degli istituti.