Riceviamo e pubblichiamo questo documento aperto di un gruppo di medici di medicina generale e pediatri ai candidati a sindaco di Imola.

Alcuni temi da affrontare
-Autonomia della ASL di Imola e rapporti con la sanità metropolitana
-Gruppo di lavoro di consulenza sanitaria al Sindaco
-Miglioramento della qualità dei servizi ospedalieri e territoriali
-Strategie per migliorare le Liste di attesa
-Migliorare l’integrazione ospedale – territorio
-Rapporti e integrazione del sistema pubblico con la sanità privata
-Educazione sanitaria della popolazione
-Conclusioni e richiesta

Imola e i rapporti con la sanità metropolitana
L’accordo di programma tra Regione, Università e Conferenza metropolitana di Bologna ha come obbiettivo la piena integrazione dei servizi e delle strutture delle Aziende sanitarie dell’area metropolitana facilitando “una riorganizzazione dei servizi distrettuali e ospedalieri in Area metropolitana al fine di migliorare l’accessibilità, la prossimità e la qualità dei servizi”.

Bologna viene collocata al centro della sanità metropolitana e occorre definire con maggiore chiarezza e rafforzare il ruolo delle realtà periferiche e in particolare di Imola.

E’ urgente affrontare alcuni nodi rimasti irrisolti dal momento di costituzione della CSST Metropolitana e che riguardano in particolare:
• L’autonomia dell’Asl Imolese e i rapporti con le altre Direzioni metropolitane
• Il modello organizzativo gestionale e di rete dei servizi (dipartimenti intraziendali, reti cliniche).
In questi ultimi 5 anni è mancato da parte della politica locale l’iniziativa di elaborare un progetto di governance della sanità a livello di Area Metropolitana.

Il cittadino, contribuente, è interessato soprattutto alla qualità dei servizi che la sanità pubblica gli offre più che ai modelli organizzativi elaborati dagli esperti. La bontà della pianta si vede dai frutti che genera e in questo caso i frutti sono rappresentati dalla accessibilità, prossimità e qualità dei servizi ospedalieri e distrettuali.

Accessibilità
-Per migliorare l’accessibilità alle cure ospedaliere occorre rivedere il numero dei posti letto del nostro ospedale che deve corrispondere a quello previsto dalle normative in rapporto alla popolazione del territorio (3.7 letti per 1000 abitanti)

  • Occorre migliorare i tempi di attesa dei percorsi diagnostico terapeutici del Pronto Soccorso che attualmente creano disagi soprattutto per gli anziani e le persone fragili.

E’ necessario rivedere i criteri di appropriatezza degli accessi al PS coinvolgendo in maniera più integrata le risorse professionali del territorio.

  • Occorre ridurre i tempi delle liste di attesa per esami e visite specialistiche producendo linee guida e protocolli condivisi tra i medici di medicina generale (mmg) e i medici specialisti ospedalieri e convenzionati.

Prossimità
Il territorio necessita di più specialisti per ridurre il pendolarismo dei pazienti, in particolare dei soggetti più fragili verso altre città per effettuare visite di specialisti non presenti nella nostra Asl: ematologo, neurochirurgo, cardiochirurgo, chirurgo pediatra…

Le reti cliniche e i dipartimenti interaziendali già da tempo proposti all’inizio del processo di riorganizzazione della sanità metropolitana fino ad oggi non hanno dato i risultati attesi in termini di servizi di qualità alla popolazione (vedi la chiusura della rete urologica e della rete chirurgica interaziendali, la difficoltà della tempistica delle prestazioni della chirurgia vascolare).

Qualità
Occorre incrementare la capacità di erogare servizi di qualità da parte del Sistema pubblico che negli ultimi anni a seguito di processi di riorganizzazione legati alla contrazione delle risorse ha visto una riduzione dei servizi soprattutto nei territori periferici.

Se si riduce la capacita’ della sanità pubblica di offrire servizi di qualità cresce l’offerta di quella privata che ha pero’ come scopo principale il profitto e non garantisce necessariamente sempre una buona qualità.

Creazione di un Gruppo di professionisti della sanità consulenti del Sindaco nel suo ruolo di vice presidente della Ctss.

Il governo della sanità del nostro territorio, non può prescindere da un confronto aperto e costante con la comunità di riferimento e con i professionisti in particolare. Occorre, pertanto, consolidare le relazioni con i professionisti attraverso nuove forme di partecipazione e coinvolgimento attivo.

E’ necessario un mix di potenzialità professionali, che si ponga a supporto di chi e’ chiamato in sede istituzionale ad assumere decisioni.

Su questi presupposti si propone l’istituzione di un Gruppo di consulenza che veda sempre più coinvolti, accanto alle istituzioni locali, i professionisti al fine di far crescere e rafforzare, attraverso un protagonismo attivo, un vero welfare di comunità superando il metodo attuale di scelte e decisioni prese da pochi e calate dall’alto senza confronto con gli operatori che devono concretamente attuarle.

Il sindaco di Imola occupa il ruolo di vicepresidente della Ctss metropolitana e questo organismo lo può supportare nelle scelte e nei rapporti con gli altri protagonisti della sanità metropolitana.

Miglioramento della qualità dei servizi ospedalieri e territoriali e delle prestazioni professionali
La qualità di una prestazione sanitaria è dovuta sia alle capacità professionali degli operatori che alla organizzazione delle attività dei reparti e ambulatori.

La scelta dei Direttori delle Unità operative deve avvenire seguendo criteri meritocratici legati alle capacità professionali, gestionali e anche relazionali in grado di creare una squadra di collaboratori motivati nel raggiungere standard operativi elevati.

L’appartenenza politica a un gruppo o a una corrente non deve rappresentare più l’elemento principale delle nomine nei ruoli dirigenziali.

Nel territorio deve essere maggiormente valutato il ruolo dei mmg che rappresentano un punto di riferimento essenziale per la popolazione incentrato sul rapporto di fiducia medico – paziente che non può essere sostituito da modelli organizzativi basati esclusivamente su maggiori volumi di prestazioni, pur necessari.

A tale proposito vanno definiti meglio il ruolo e le funzioni della Casa della Salute a Imola con il contributo attivo delle figure professionali che in essa vi opereranno.

Deve essere rafforzato il Servizio infermieristico domiciliare nella ottica di curare sempre di più i pazienti a domicilio.

Infine per ridurre gli accessi al PS e i ricoveri ospedalieri è fondamentale la presenza degli specialisti territoriali che possano anche recarsi a domicilio del paziente se questi ha delle documentate difficoltà di spostamento.

Liste di attesa e appropriatezza prescrittiva
Il fattore principale di questo tema è l’appropriatezza delle richieste delle prestazioni. Per migliorare le liste di attesa oltre a aumentare la capacità produttiva che dipende in primo luogo dal numero degli operatori, occorre selezionare tramite linee guida e protocolli condivisi dai medici ospedalieri, specialisti e mmg le patologie che necessitano di accertamenti e la tempistica delle prestazioni, lasciando comunque la decisione finale della prescrizione al medico che ne rende motivata la richiesta.

Il tema del consumismo ormai tocca anche il mondo della sanità ed è condizionato da una marea di messaggi che provengono da molteplici fonti che stimolano il cittadino a una sempre maggiore richiesta di prestazioni e terapie.

Con l’avvento delle Assicurazioni questo fenomeno è cresciuto ulteriormente provocando una disparità di trattamento tra chi è assicurato e chi non lo è.

E’ un tema complesso con molte aspetti e che riguarda anche Accordi e Normative nazionali come il Welfare aziendale.

Migliorare l’integrazione ospedale – territorio
Ad oggi sembra che il territorio e l’ospedale viaggino parallelamente con pochi punti di incontro. La esperienza invece insegna che quando vi è una comunicazione diretta tra i professionisti (mmg, medici ospedalieri, infermieri) si ottiene una visione più completa del quadro clinico del paziente che affronta con più sicurezza la malattia cogliendo positivamente l’attenzione dei vari professionisti sul proprio caso..

L’istituzione di Dipartimenti integrati Territorio/Ospedale (Dipartimenti di continuità) permette di realizzare concretamente l’integrazione dei servizi territoriali con quelli ospedalieri per dare una risposta adeguata, sia in termini di efficacia che di efficienza, alla cura di quella consistente fascia di popolazione affetta da patologie croniche in un’ottica di prossimità e continuità assistenziale.

I medici ospedalieri e i mmg devono avere canali di comunicazione diretti e a loro dedicati per la gestione comune dei pazienti.

Rapporti e integrazione del sistema pubblico con la sanità privata
La riduzione da parte del Sistema pubblico della capacità di eseguire un numero adeguato di prestazioni in rapporto al numero delle richieste ha fatto si che negli ultimi anni la Asl ha stipulato delle convenzioni con Poliambulatori privati in cui vengono indirizzati i pazienti per eseguire gli accertamenti che l’Asl non è in grado di garantire.

La qualità e il livello delle prestazioni in questi poliambulatori non sempre è stato soddisfacente. Occorre un più attento ed incisivo monitoraggio anche attraverso un apposito organismo dell’Asl, in un’ottica di maggiore tutela per il paziente che si rivolge a queste strutture.

Non basta un accordo economico di reciproca convenienza in cui lo scopo della sanità pubblica è quello soprattutto di ridurre i tempi delle liste di attesa e per il privato eseguire un sempre maggior numero di prestazioni con tempistiche non adeguate per formulare una diagnosi precisa.

Educazione sanitaria della popolazione
Lo scopo della educazione sanitaria è la promozione della salute individuale e di comunità attraverso l’acquisizione di comportamenti e stili di vita fondamentali per tutelare la salute in tutti i suoi aspetti e in particolare per contrastare l’aumento progressivo delle malattie croniche correlate all’invecchiamento della popolazione.

Altro punto importante dell’educazione sanitaria è la conoscenza del corretto utilizzo dei servizi sanitari (Medici di Base, Continuità assistenziale, specialisti e ospedale).

L’educazione sanitaria parte dalla scuola, in particolare da quella della Prima infanzia che è un luogo privilegiato per fare conoscere ai bambini , insegnanti , genitori e nonni temi di particolare importanza come il progetto denominato “A scuola con le emozioni “ che dimostra come l’educazione passa attraverso l’apprendimento della intelligenza emotiva che è alla base del corretto vivere sociale e dell’empatia.

Esso è iniziato anni fa nelle scuole Comunali dell’infanzia ad opera di professionisti dell’Associazione Professione medica e Sanità.

Nel nostro territorio vengono svolti molteplici corsi di educazione sanitaria sia da associazioni private (Insalute, Professione Medica, Croce Rossa..) che da Servizi della Asl (Consultorio, Dipartimento Salute mentale, Dipartimento Cure Primarie..) dimostrando una collaborazione ricca e proficua per la popolazione.

Avere la conoscenza di un corretto utilizzo delle risorse sanitarie del territorio è fondamentale per ridurre gli sprechi e per permettere a chi ha necessità di potere accedere ai servizi in tempi adeguati e qualità elevata.

Responsabilità e partecipazione dei cittadini sono fondamentali per raggiungere tali obbiettivi.

Conclusioni e richiesta
Il tema della Sanità è sempre molto complesso con molteplici aspetti e integrazioni. Occorre fare e non aspettare.

Occorre essere realisti facendo progetti concreti e fattibili, riconoscendo alle realtà bolognesi il loro valore e la loro professionalità ma senza delegare ad altri ciò che è possibile fare nel nostro territorio con l’aiuto delle forze economiche e sociali che sempre hanno arricchito il patrimonio della nostra Asl.

Delle tante cose che si possono fare pensiamo che il nuovo sindaco nei primi 100 giorni del suo mandato possa farne almeno una.

Attivare un ambulatorio di consulenza ematologica nel nostro ospedale per venire incontro ai tanti pazienti, anche anziani, che devono spostarsi a Bologna o a Ravenna per consulenze che potrebbero essere fatte da un ematologo nella nostra sede.

Crediamo che non sia impossibile un accordo tra la nostra Asl e i centri di ematologia del s. Orsola o di Ravenna.

Sarebbe un ottimo inizio per rendere operativo il concetto di prossimità richiamato all’inizio del nostro documento.

(Barzagli Maurizia, Bertozzi Anna, Betti Anna, Cavallazzi Laura, Cerullo Angelina, Cilio Rosa, Conti Angelo, D’Angelo Daniela, Filippone Carlo, Filippone Vittorio, Fiorentini Delia, Gamberini Vittorio, Guerra Tania, Lincei Lavinia, Manara Francesca, Merli Roberto, Orlandi Laura, Pasini Daniela, Pasotti Danilo, Pirazzoli Rita, Ruggi Marco Remo, Severino Annamaria, Stefani Giampaolo, Suzzi Violana, Taffache Sami)