Ravenna. All’insegna di “più pale eoliche e meno trivelle”, l’ipotesi di un progetto di eolico offshore nelle coste ravennate trova l’accordo anche di Verdi ed ambientalisti, dopo le polemiche legate alle cosiddette “trivelle”. Il recente accordo siglato da Saipem con Agnes e Qint’X per lo sviluppo di un parco eolico nel mare Adriatico, davanti alle coste di Ravenna prevede due installazioni, una a 8 miglia nautiche dalla costa e una a 12, per un totale di 56 turbine e una potenza installata di ben 450 MW.

Pale eoliche in mare (Foto di Alexander Kuhn da Pixabay)

“Lasciando per ora da parte i dettagli tecnici, che saranno noti quando il progetto avrà dei contorni più concreti, siamo al momento molto positivi nei confronti di questa proposta – si legge in una nota firmata da Gabriele Serantoni per Europa Verde della provincia di Ravenna -. Certamente si tratta di un progetto importante, che se si concretizzerà potrà avere anche degli impatti significativi e che quindi dovrà attraversare il necessario iter autorizzativo, all’interno del quale si dovranno fare tutte le dovute valutazioni, ma si tratta comunque di un passaggio importante. È inutile continuare a parlare di transizione energetica verso fonti libere dal carbonio e per la lotta ai cambiamenti climatici, se nulla si muove e si rimane ancorati al passato. A fronte di un assurdo e anacronistico progetto di stoccaggio della CO2 decantato dal Presidente del Consiglio Conte che Eni dovrebbe realizzare sempre a Ravenna, finalmente arrivano importanti progetti di produzione di energia da fonti rinnovabili. Ora, dopo le irragionevoli posizioni contrarie espresse in merito all’analogo progetto di eolico offshore di Rimini, occorre convincere la Regione Emilia-Romagna dell’importanza di abbandonare quanto prima le fonti fossili”.


Dello stesso tenore il comunicato di Legambiente Emilia Romagna: “La proposta di eolico è un importante segnale per un necessario percorso di uscita dal fossile e decommissioning delle piattaforme. Ci auguriamo si proceda con atti concreti”.

“Un segnale importante, in linea con gli obiettivi europei, nazionali e regionali di decarbonizzazione. Ancora più importante se questo segnale si inserisce nel cuore del distretto oil&gas del Paese in crisi ormai da anni”, continua Legambiente che torna a rimarcare la strategicità dell’eolico offshore in Adriatico per la transizione energetica. Come fatto per l’impianto di eolico a Rimini, Legambiente vuole sostenere i progetti sul rinnovabile e spera che la proposta di Ravenna trovi attuazione concreta.

“Per raggiungere il 100% di rinnovabili promesso dalla Regione, l’eolico è necessario a Ravenna come a Rimini. Pertanto si concretizzino queste possibilità nel minor tempo possibile e minimizzando le polemiche di contrarietà. Di pari passo però, è necessario non retrocedere sui piani di decommissioning delle piattaforme estrattive, non farsi abbindolare da miracolosi progetti di stoccaggio della CO2 ed abbandonare l’idea di rilanciare le attività estrattive”.