Imola. Derminato, grintoso, sorridente. Così è apparso il candidato del centrosinistra Marco Panieri il 5 settembre nel parco della Rocca sforzesca il 5 settembre davanti a quasi tutti i 120 candidati delle cinque liste che lo sostengono e a tanti simpatizzanti che sono accorsi per la presentazione del programma della coalizione davanti a circa 250 persone.

“Dobbiamo rimettere in moto gli investimenti, non solo quelli grandi come la Bretella – spiega Panieri – ma soprattutto quelli nelle palestre, nelle piazzette, nelle strade, nei parchi. Dove? Nel centro storico, nei quartieri e nelle frazioni perché sono tali interventi che migliorano la qualità della vita, che portano decoro e sicurezza che negli ultimi anni, e non solo, sono peggiorati. Imola in tal senso deve fare uno scatto in avanti, ecco perché abbiamo pensato allo slogan ‘velocità’ ma non troppa perché non vogliamo lasciare indietro nessuno. Sappiamo che le risorse sono poche, ma facendo comunità e collaborando con Regione, Città metropolitana e Circondario insieme ce la possiamo fare. Anche così si è riusciti a riportare a Imola due grandi eventi quali i Mondiali di ciclismo e il Gp di F1. Vogliamo aprire ancora di più a mostre e portare altre iniziative alla Rocca dove ha sede l’Accademia, ridare un ruolo vivo e attrattivo al centro storico, pensare alla cultura prendendo l’impegno di riaprire Ca’ Vaina e pure di far conoscere meglio le eccellenze della città. Alcuni miei avversari cercano lo scontro, ma noi abbiamo deciso di tenere i toni bassi e di lavorare sulle idee. Non ho dietro i poteri forti, solamente 120 persone e non sono pilotato da nessuno, ho 30 anni e ho cominciato a far politica a 23 perché ne sono appassionato e vorrei dire a quelli della mia generazione che la politica non è una cosa brutta quando si lavora per migliorare la propria città. Due anni fa abbiamo perso perché non ci siamo messi in ascolto, stavolta lo abbiamo fatto e dobbiamo continuare a farlo in questi ultimi 15 giorni ‘casa per casa, strada per strada’ (ricordo dell’ultimo discorso di Enrico Berlinguer, ndr). Vorremmo vincere al primo turno, non intendiamo fare mediazioni politiche, ma mediazioni per la città. Vi aspetto per il gran finale in piazza Matteotti il 18 settembre alle 18, con le distanze dovute al Covid, in tanti”.

In precedenza, la parola era andata a ogni capolista delle 5 liste a suo sostegno.

Per Imola Riformista Reina Sarcino sottolinea che “le nostre parole d’ordine fondamentali sono competenze, innovazione, pluralità e unione. Abbiamo un progetto di ampia visione, bisogna pensare al benessere dei giovani con politiche di prevenzione e creando presidi culturali in ogni zona di periferia. E’ in tal modo che si possono impedire gli ultimi episodi negativi di baby-gang. Ringrazio Mara Mucci, senza di lei non sarei qui”.

Giuseppina Brienza di Imola Futuro-Europa Verde spiega che “dal 2018 stiamo lavorando in particolare sulle scuole che devono riaprire in sicurezza e sull’ambiente. Nel quartiere Marconi devono essere realizzate delle barriere acustiche contro il rumore della ferrovia. Dunque non siamo una lista di appoggio al Pd, ma abbiamo scritto insieme in sintonia il programma elettorale”.

“Porto il saluto della lista del Pd che ha una maggioranza di donne – ha detto Fabrizio Castellari -. I nostri punti fondamentali sono il lavoro e la crescita. Il lavoro spalancando le finestre alle imprese nuove che arrivano e pure aiutando quelle che si trovano in un momento di difficoltà dovuto anche e non solo all’ultima crisi del Covid. La crescita per ridare alla nostra città il ruolo che le spetta a livello regionale e nazionale dopo il declino degli ultimi due anni. Non nascondiamo i problemi del 2018, abbiamo imparato la lezione dell’umiltà, del dialogo e dell’ascolto. Ricordo a tutti che cultura, scuola, università e formazione sono investimenti, non costi”.

Dall’Univesità parte Patrizia Tassinari di Imola Corre la quale ricorda come “siamo partiti da quasi nulla con la sede imolese dell’Unibo e ora abbiamo otto corsi di laurea, quasi mille studenti, un dottorato di ricerca e presto arriverà pure un corso di laurea in Meccatronica. Mentre altre sedi hanno chiuso, quella di Imola è sempre cresciuta. L’Osservanza è il luogo ideale per fare università e cultura. Bisogna lavorare ancora di più per dare servizi agli studenti”.

“La nostra è una città fatta di relazioni – sottolinea Elisa Spada di Imola Coraggiosa -. Noi vogliamo incrementare le infrastrutture verdi a cominciare dalle piste ciclabili che sono già tante ma vanno ancora implementate verso la zona industriale e il fiume Santerno. Presto avremo un sottopasso ciclabile per collegare il quartiere Marconi alla zona dell’impianto sportivo dell’Ortignola. Con una maggiore mobilità in bici, lo abbiamo visto anche nel momento del lockdown, si può migliorare la qualità dell’aria e sviluppare un turismo sano”.

(m.m.)