Imola. Nella mattinata del 10 settembre, al centro sociale “La Tozzona”, i segretari dei sindacati confederali Mirella Collina per la Cgil, Danilo Francesconi per la Cisl e Giuseppe Rago per la Uil (oltre ad alcuni segretari di categoria) hanno incontrato i cinque candidati a sindaco Carmela Cappello, Andrea Longhi, Daniele Marchetti, Marco Panieri ed Ezio Roi (in rigoroso ordine alfabetico).

Francesconi ha fatto una breve introduzione spiegando che Cgil, Cisl e Uil in un documento unitario hanno messo quali priorità il lavoro e la dignità del reddito delle persone; inoltre ha precisato come il metodo della concertazione sia indispensabile per condividere con le organizzazioni sindacali un piano di rilancio.

La Collina ha poi illustrato le parti principali del corposo documento messo a punto dai confederali. Ecco gli spunti più interessanti del testo.

“La crisi economica ha colpito duramente il nostro Paese e il nostro territorio, mutandone i riferimenti economici e produttivi, con la chiusura di un numero significativo di imprese e la scomparsa di importanti filiere. La pandemia ha aggravato ulteriormente la situazione con una crescita della disoccupazione e del lavoro povero, soprattutto femminile e giovanile, causando un forte incremento di fenomeni di povertà e di esclusione sociale. Per fronteggiare queste problematiche e cercare di salvaguardare i nostri servizi, già in forte difficoltà per i continui tagli subiti, serve un solido patto tra tutti gli attori sociali e istituzionali, attraverso strumenti e azioni legate anche al patto per il lavoro Regionale e a quello Metropolitano, con il forte coinvolgimento del Circondario Imolese”.

Proprio il Circondario “negli ultimi anni si è molto indebolito per una sottovalutazione dell’importanza di tale ente da parte della politica, soprattutto dal Comune di Imola, con la conseguente mancanza di investimenti e di confronto periodico. Riteniamo indispensabile investire in professionalità perché la nuova Amministrazione dovrà essere capace di tramutare, progetti e finanziamenti importanti che provengono dalla Città Metropolitana, dalla Regione e dell’Unione Europea, in azioni concrete di sviluppo per il territorio, in capacità attrattiva rispetto a nuovi insediamenti, la riconversione produttiva unitamente ad nuovo sviluppo sostenibile”.

“Va riaffermata e implementata da parte della futura Amministrazione l’attenzione alle tematiche della sicurezza nei posti di lavoro, a patire dai protocolli per combattere la diffusione del Coronavirus. Va prevista la sottoscrizione fra Amministrazione pubblica, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali di un protocollo attuativo per gli appalti pubblici in grado di coniugare i principi di legalità e di lotta alle infiltrazioni mafiose e di buona occupazione. E’ indispensabile che tutte le risorse previste per le infrastrutture, per la manutenzione del territorio, degli edifici pubblici, delle scuole vengano utilizzate in tempi brevi per mettere in sicurezza le strutture stesse e incrementare le possibilità occupazionali riducendo al massimo tutte le procedure burocratiche”.

E infine “il Distretto va inteso come luogo dove si effettuano ‘politiche di prevenzione’. La pandemia ha messo in evidenza l’importanza della medicina territoriale e della prevenzione, messa in difficoltà negli anni dai continui tagli. E’ necessario riprendere la pratica di una buona medicina preventiva nel territorio, per permettere una riduzione dell’ospedalizzazione a vantaggio dei servizi territoriali (es. servizi domiciliari, dotazione tecnologica, Case della Salute, ecc). Il Comune di Imola deve tornare ad avere una maggiore attenzione alle politiche sanitarie e non sottrarsi alle decisioni, attraverso una costate concertazione con le organizzazioni sindacali”.

Tutti e cinque i candidati a sindaco hanno avuto a disposizione lo stesso tempo per esporre le loro idee sul documento. Hanno dichiarato che nel loro programma sono inserite le priorità messe in evidenza dai sindacati a partire dalla questione del lavoro per un piano di rilancio delle attività produttive. Si sono pure tutti detti d’accordo sul metodo della concertazione come fondamentale da seguire nel rapporto con i sindacati, le associazioni di categoria e le imprese del territorio.

Infine, per la Uil, Giuseppe Rago ha ringraziato per la mattinata proficua e si è augurato che il confronto prosegua anche nei prossimi mesi.