Imola. Il 15 settembre si celebrano i 200 anni dalla nascita di Giuseppe Scarabelli (Imola, 15 settembre 1820-Imola, 28 ottobre 1905), primo sindaco di Imola dopo l’Unità d’Italia, senatore del Regno e promotore della fondazione di importanti istituzioni a favore della città tra cui il Gabinetto di storia naturale di Imola, poi Museo civico. Dal 2018 è attivo un gruppo di lavoro, approvato con deliberazione della Giunta comunale, a cui hanno aderito, oltre al Comune di Imola, i rappresentanti delle associazioni/enti Istituto tecnico agrario e chimico “G. Scarabelli” di Imola, Associazione periti agrari ex Allievi Istituto Agrario “G. Scarabelli di Imola, associazione culturale “Giuseppe Scarabelli” di Imola e Comitato promotore per le Celebrazioni dei 200 anni dalla nascita di Giuseppe Scarabelli.

Un ritratto di Giuseppe Scarabelli

Nonostante lo stop imposto nei mesi primaverili ad alcune iniziative causa l’emergenza epidemiologica, il 15 settembre, giorno in cui cadono i duecento anni della nascita dello scienziato, si svolgeranno due importanti iniziative per ricordarne la figura e l’opera scientifica.

Il Comitato promotore e gli altri enti istituzionali e privati associati alle celebrazioni hanno infatti concordemente deciso il rinvio dell’evento maggiore previsto dal programma concertato fin dal 2018, cioè il Convegno storico-scientifico del 23-25 aprile 2020, per effetto del Covid 19. In giugno si è pertanto convenuto di celebrare il 200° compleanno virtuale di Giuseppe Scarabelli, il 15 settembre 2020, presentando ufficialmente due opere importanti del programma comune che nel frattempo erano ormai completate.

Il Comitato promotore, in accordo con la Fondazione Cassa di Risparmio di Imola, presenterà la nuova “Carta della pianura tra Imola e Ravenna” e la relativa “Guida alla lettura”, autori Stefano Marabini & Gian Battista Vai, in Palazzo Sersanti alle ore 11-13.

Oltre a una quindicina di invitati, ci saranno 29 posti prenotabili liberamente nel sito del Comitato, sul totale dei 59 posti ammissibili negli spazi dell’evento, per motivi di sicurezza.

Al pomeriggio, alle ore 17, è prevista presso la Biblioteca comunale di Imola la presentazione del volume “Lettere di Giuseppe Scarabelli ad Abramo Massalongo”, alla presenza del commissario straordinario Nicola Izzo che porgerà i saluti istituzionali, dell’autrice Marina Baruzzi, già dirigente degli Istituti culturali imolesi e del professor Gian Battista Vai (Università di Bologna, Museo Geologico Capellini, Dipartimento BiGeA – Bologna).

Il volume, il nono della collana Repertori della Biblioteca comunale di Imola, propone la trascrizione e lo studio delle 129 lettere indirizzate da Scarabelli allo studioso veronese Abramo Massalongo, conservate nella Biblioteca civica di Verona. Tale carteggio, finora inedito, costituisce una testimonianza epistolare tra le più consistenti di Scarabelli.

Il volume si affianca al repertorio di studio, realizzato in occasione delle celebrazioni nel centenario della morte nel 2005, Una vita da scienziato. Carte e libri di Giuseppe Scarabelli nella Biblioteca comunale di Imola (2006), in cui sono confluiti i nuovi strumenti di ricerca e di accesso al patrimonio librario e documentario (cataloghi e inventari).

Anche in questo caso per motivi di sicurezza i posti saranno limitati e per partecipare sarà necessario prenotare in Biblioteca comunale al numero 0542 602657 / 602619.

Dal 15 settembre al 3 ottobre, al primo piano della Biblioteca, negli orari di apertura, sarà possibile visitare inoltre un breve percorso espositivo che illustra l’attività di Giuseppe Scarabelli principalmente nel campo della geologia stratigrafica e della paleobotanica. In esposizione alcune carte geologiche originali conservate nell’archivio scientifico, poste in comparazione alla nuova Carta geologica della Pianura tra Imola e Ravenna, l’orizoclinometro, strumento ad uso dei geologi inventato dallo stesso Scarabelli per misurare l’inclinazione degli strati terrestri, il volume Studi sulla flora fossile e geologia stratigrafica del Senigalliese, prodotto finale della collaborazione scientifica con Abramo Massalongo, alcuni fossili e altri reperti geologici, normalmente esposti presso i Musei di San Domenico di Imola, il cui studio fu alla base della loro feconda relazione.