Imola. Finalmente un dibattito che almeno un po’ si è acceso quello promosso dal comitato “Vediamoci chiaro” al centro sociale Zolino il 16 settembre, presenti oltre un centinaio di persone, al quale il candidato sindaco del centrodestra Daniele Marchetti è arrivato con un’ora e mezza di ritardo e il candidato sindaco del centrosinistra Marco Panieri si è fatto sostituire da Enzo Cristiani che è in una delle liste che lo sostengono (Imola Corre).

Sull’autodromo, il rumore e le giornate in deroga su domanda della moderatrice Cinzia Morsiani, i candidati si sono espressi.

Carmen Cappello sostenuta dalla sua lista civica e da Imola Riparte ha sostenuto che “le deroghe dell’anno scorso sono state eccessive, le leggi ci sono e vanno rispettate. Ma non criminalizzo l’autodromo, non trasformiamolo in un orto botanico, va bene limitare le giornate in deroga ma bisogna fare anche i grandi eventi come le grandi gare di auto e moto e i concerti. Un sindaco deve sapere mediare”.

Andrea Longhi di Imola Valori Comuni ha definito l’autodromo “una struttura che crea reddito e business. Puntare sui grandi eventi serve anche a diminuire le giornate rumorose. E in tale ottica servono pure le barriere antirumore. Noi siamo per un uso polifunzionale, con sfilate di moda e meeting, e per far restare gli appassionati di auto e moto anche dopo le gare in città e nel territorio puntando su eccellenze come la buona cucina”.

Cristiani ha ricordato “di essere stato fra coloro che si opposero allo scempio del parco delle Acque Minerali dopo l’incidente mortale di Senna. Vorrei vedere l’autodromo frequentato pure da cittadini e famiglie in giornate aperte a loro. Questo non è un anno normale per il Coronavirus, sfruttiamo i Mondiali di ciclismo e il Gp di F1 per dare respiro al comparto del turismo che si trova in forte difficoltà”. Tutti e tre un po’ equilibristi.

Ezio Roi del Movimento 5 stelle ha invece alzato la voce: “Il nostro è un autodromo urbano, ricordiamoci che il Gp di F1 non veniva più da 13 anni perché costa decine di milioni di euro e c’era qualcuno che pagava. Ora si fanno più di cento giornate in deroga, è troppo rumoroso, il sindaco deve tutelare la legge e i diritti dei cittadini. Dentro alla società di gestione è stato messo un ente pubblico che non deve fare utili e lo stesso vale per il Con.Ami. Invece che ai diritti delle persone, spesso si guarda agli affari”.

Dal pubblico, l’eterno ambientalista Alfredo Sambinello ha chiesto se il futuro sindaco pensa di perpetuare ancora questo percorso di eterna restaurazione riferendosi all’autodromo, ma non ha ottenuto risposte dirette. Insomma i due “anziani” sono stati fra i più vivaci.

La successiva domanda riguardava la raccolta differenziata e come stava andando l’attuale servizio di “porta a porta”.

Roi ha continuato ad attaccare deciso: “Intanto la pulizia delle strade col soffiatore è un reato. Se sarò eletto sindaco, farò un giro in Europa per vedere come si comportano. E’ chiaro che il recupero dei rifiuti e la gestione degli stessi eseguita da Hera non va bene. Basta con le commistioni, i servizi ai cittadini vanno dati in termini di efficienza, non per fare utili”.

Per Cristiani “l’attule meccanismo di raccolta in centro storico deve essere rivisto, non aiuta l’effettivo riciclaggio. Ma a Roi dico, attenzione che a volte ci sono spa che funzionano benissimo e carrozzoni pubblici che lo funzionano malissimo. Siamo soci fondatori e secondi azionisti di Hera, il sindaco e la giunta devono svolgere un controllo attento ed esigente e stimolarla di più”.

Secondo Longhi “sulla salvaguardia dell’ambiente (suo assessorato per circa un anno, ndr) il prossimo obiettivo è l’80% di raccolta differenziata e ci siamo molto vicini. Certo, la tariffa puntuale può portare ancora più in alto l’asticella sia dal punto di vista qualitativo sia quantitativo, si esercita un controllo migliore”.

Tocca alla Cappello: “Al momento non siamo in grado di realizzare la tariffa puntuale e così com’è il porta a porta non è efficace perché non si controlla cosa viene messo nei sacchetti all’esterno delle abitazioni. La scorsa Amministrazione comunale (Sangiorgi, ndr) provò a creare un sub-ambito per fare una società in house, fu chiesto un piano industriale ma non venne presentato”. Longhi prende la parola al volo, in difesa della “sua” giunta: “Non siamo riusciti a farlo in tempo perché siamo caduti”. “Ora bisogna fare un bagno di realtà – conclude la Cappello – guardare a come funzionano le cose a Forlì sapendo che ci possono essere difficoltà a reperire mezzi e personale. Certo, servono le competenze e le capacità per fare le pulci a Hera”.

(m.m.)