Massimo Isola, assessore alla Cultura della giunta uscente, è il candidato di centrosinistra e Movimento 5 stelle (Europa verde, M5s, Faenza contemporanea, Faenza cresce, Italia viva, Faenza coraggiosa, Partito democratico).

Massimo isola candidato del centrosinistra e M5s

Faenza è una sorta di laboratorio della politica italiana dopo la decisione del Movimento 5 stelle di schierarsi nell’ambito del centrosinistra. Qual è stato il percorso che ha portato a questo risultato?
“Il percorso è stato quello del confronto sui contenuti del programma della coalizione. Con il Movimento 5 Stelle il dialogo sui contenuti e sulle proposte del programma era già partito qualche mese fa; successivamente, il M5S ha espresso la volontà di unirsi alla nostra coalizione e, insieme a tutte le forze che sostengono la mia candidatura, abbiamo condiviso l’opportunità del loro ingresso nella squadra, per contribuire alla realizzazione del progetto che abbiamo pensato per Faenza. Questo è stato possibile perché siamo consapevoli che non è con i veti e le chiusure che si realizzano gli ideali più grandi ma con l’incontro e il coinvolgimento, permettendo così alla coalizione di allargare i confini della propria proposta politica”.

Il suo principale avversario, Paolo Cavina, proviene dall’ambito del centrosinistra. Cosa pensa di questa alleanza con tutto il mondo del centrodestra e quanto la preoccupa?
“Penso che sia una alleanza che, al contrario di quella di centro sinistra, non è fondata sui contenuti, su una visione comune per la nostra città. Del centrodestra mi preoccupa l’atteggiamento di chiusura e la costruzione di muri che portano avanti come soluzione a problemi complessi, per i quali invece occorre – oggi più che in passato – una mente aperta per studiare risposte innovative a esigenze inedite, ascoltando tutte le voci della nostra comunità”.

Come tutte le città, anche Faenza deve fare i conti con l’emergenza Covid-19. Ci può descrivere le nuove problematiche sollevate dalla pandemia e quale ruolo può svolgere l’amministrazione comunale per affrontarle al meglio?
“L’emergenza sanitaria ci pone davanti a molte nuove sfide concrete e urgenti, ma sarà fondamentale, per dare risposte efficaci, tenere presenti anche le sfide del medio periodo. Il progetto che vogliamo costruire dovrà dare risposte a criticità storiche di Faenza e a nuove criticità, legate anche alla ‘rivoluzione’ Covid-19. Abbiamo una città nuova, da pensare e realizzare, nel contesto di una epoca nuova, dove devono trovare spazio la nuova centralità del settore pubblico, così come la ricostruzione delle relazioni – ‘essere una comunità’ – e la declinazione della partecipazione in tutti i percorsi amministrativi. In questo momento di grande cambiamento, l’amministrazione dovrà essere in grado di promuovere la costruzione di infrastrutture sociali, ancora prima che materiali.
Nel nostro programma, sono diversi i punti in cui proponiamo risposte alle criticità legate all’emergenza sanitaria, per citarne alcuni: la ripartenza della scuola in presenza e in sicurezza, tramite l’acquisizione di nuovi spazi e il raddoppio delle risorse per il pre e post orario; il sostegno al tessuto produttivo, in particolare ai settori maggiormente colpiti dal lockdown; la sanità e l’impegno per mantenere e migliorare i servizi ospedalieri della città, per difendere il diritto alla salute per tutti, con una attenzione particolare alla medicina del territorio, che durante l’emergenza Covid-19 si è dimostrata così fondamentale; la ripartenza delle attività sportive e culturali, valorizzando impianti e contenitori culturali, perché lo sport e la cultura sono strumenti per la crescita della comunità”.

Nell’elenco delle delle priorità per i suoi primi mesi di governo, cosa ha messo ai primi posti?
“Scuola, Territorio e ambiente, Sviluppo economico e lavoro, Sanità e ospedale, Agricoltura”.

Tutti oggi parlano di ambiente e di sviluppo sostenibile, ci può tracciare un quadro della realtà faentina e di come intende affrontare queste problematiche. Cosa ne pensa del concetto di economia circolare?
“Consapevoli che il primo bene pubblico di una comunità è il territorio stesso in cui è insediata, vogliamo superare con nuovi paradigmi i non più attuali modelli della vecchia urbanistica, garantendo così un migliore sviluppo del territorio, coinvolgendo in questo percorso la partecipazione di tutta la comunità.
Va superata l’occasionalità di azioni e proposte facendo diventare la questione ambientale una visione prioritaria e trasversale che coinvolga tutti gli ambiti della società, come la mobilità, la pianificazione territoriale, le riconversioni, le energie rinnovabili, la riduzione e la gestione dei rifiuti, la qualità dell’aria, dell’acqua, lo sviluppo produttivo, la cura dei parchi e del verde e la promozione della cultura dell’ambiente.
La nostra città si distingue per avere un patrimonio verde che vogliamo ulteriormente valorizzare. I parchi, i viali, gli spazi aperti sono un bene della nostra città e concorrono alla qualità della nostra vita, alla sua bellezza e salute.
Sarà centrale la definizione del Piano urbanistico generale (Pug), per il quale vanno avviate le procedure e i percorsi partecipativi per la sua definizione entro il 2021, e che deve essere la sede per il disegno del centro abitato e del territorio del futuro. Al suo interno vanno indicate le linee per una riqualificazione urbana (dal punto di vista sociale, energetico, sismico, etc.), per porre fine al consumo di suolo – secondo i principi della legge urbanistica regionale – e per razionalizzare la mobilità urbana e la qualità ecologica e ambientale.
L’economia circolare è certamente un modello affascinante, verso il quale tendere con convinzione, in sinergia con i livelli regionale, nazionale ed europeo”.

Faenza: città di ceramiche e Palio. Quale possono essere le strategie più efficaci per rilanciarla turisticamente?
“Faenza è una città che ha già saputo dimostrare la validità delle proprie proposte turistiche. Lo dimostrano i dati sul turismo dell’anno 2019, presentati a inizio 2020, che hanno evidenziato un record storico per quanto riguarda gli arrivi e le presenze turistiche e un trend in crescita. Il nostro obiettivo è quello raggiungere nuovamente, e superare, entro il 2023 i dati del 2019, lavorando in sinergia con le strategie turistiche regionali (Destinazione turistica Visit Romagna e percorsi tematici come Motor Valley, Arte & Cultura, Natura e Outdoor). In questo contesto, i Rioni e il Sistema Palio dovranno avere un ruolo nuovo, valorizzando le esperienze che questo mondo è in grado di creare, dai grandi eventi e rievocazioni storiche alla vivacità delle sedi rionali. Certamente dovranno proseguire anche le attività di promozione della ceramica, nella consapevolezza che sempre di più il turista oggi cerca esperienze uniche e irripetibili, che il nostro sistema della ceramica, dalle botteghe artigianali ai musei, è in grado di offrire. Queste attività saranno inserite nel quadro della candidatura di Faenza a ‘Città Creativa Unesco’, un percorso stimolante e non scontato, che avrebbe indubbi rivolti positivi anche sul rilancio turistico della nostra città a livello europeo e internazionale”.

Prendiamo una vicenda di cui si è discusso tanto nei mesi scorsi: l’Arena Borghesi. Da molti è stata vista come la penalizzazione di un luogo di cultura e tempo libero rispetto alle ragioni economiche e di sviluppo di un centro commerciale: il suo parere su questa vicenda.
“Come spesso accade, si tratta di un tema complesso in cui molteplici sono stati i ragionamenti in campo. Da un lato, grazie a questo percorso, la struttura dell’Arena Borghesi diventa di proprietà comunale e viene interamente restaurata, a beneficio della comunità; il progetto di restauro permetterà inoltre di utilizzare questo spazio tutto l’anno. Dall’altro, la riqualificazione del supermercato e del parcheggio permetterà di avere una struttura architettonica maggiormente integrata con il contesto urbano circostante, mantenendo la funzione commerciale che ricopre per una parte della città”.

Quali i punti di forza e quali le debolezze della sua campagna elettorale rispetto agli altri candidati?
“I punti di forza sono la squadra, ampia e coesa, che rappresenta anime diverse in grado di trovare punti di incontro, e il programma, che nasce da un progetto condiviso e profondo, che vuole affrontare senza paure le sfide della fase storica che stiamo vivendo.
Il punto di debolezza è che non è semplice comunicare l’articolazione della nostra proposta programmatica, nata da un reale confronto nonostante il poco tempo a disposizione in questa campagna elettorale anomala: è molto più facile urlare ‘basta’ e altri slogan semplicistici”.

Una parola o un concetto per descrivere la sua Faenza del domani.
“Accogliente, inclusiva, sostenibile”.

Ci dica tre buone ragioni per cui il 20 e 21 settembre i faentini dovrebbero votarla.
“Perché siamo una squadra costruita su un progetto e non contro qualcuno; perché abbiamo una squadra solida che unisce esperienza amministrativa e competenze professionali, per un nuovo inizio reale, concreto e da subito; perché vogliamo prenderci cura del nostro territorio e del futuro della nostra comunità, senza lasciare indietro nessuno”