Imola. Ci siamo. Ancora pochi giorni e si apriranno le urne per l’elezione del futuro sindaco della città. Una campagna elettorale strana, in tono ridotto, durata poco tempo, ma, per quel che si è visto e sentito, sufficiente. Cinque candidati: Marco Panieri (centrosinistra), Daniele Marchetti (centrodestra), Carmen Cappello (lista civica), Ezio Roi (Movimento 5 stelle), Andrea Longhi (lista civica).

I cinque candidati sindaco del Comune di Imola

Leggilanotizia ha intervistato i cinque candidati, cercando di fare emergenze le differenze e le linee strategiche per un futuro governo cittadino. Abbiamo provato a fare un’informazione utile per gli elettori, ai quali spetta l’ultima parola.

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Carmen Cappello >>>>

Andrea Longhi >>>>

Daniele Marchetti >>>>

Marco Panieri >>>>

Ezio Roi >>>>

La prima impressione su questa campagna elettorale è quella di una sostanziale uniformità sulle problematiche che il futuro sindaco dovrà affrontare, come simili, in molti casi, sono gli strumenti per giungere al risultato.

Certo ci sono toni differenti, ci mancherebbe, ad esempio, tra Marchetti e Panieri, ma faticano ad emergere differenze strategiche importanti, e soprattutto idee su come affrontare i problemi nuovi della città. Non emergono differenze “rivoluzionarie” da nessuna parte.

L’emergenza Coronavirus è avvertita, ma sembra più un inciampo che un qualcosa che richiede un mutamento di paradigmi su come affrontare le tante emergenze della città.

Panieri ci crede, ma nella sua azione si nota la difficoltà a smarcarsi da un Pd ancora troppo ancorato alle idee del passato, poco coraggio nel proporre innovazione, come se Imola potesse ancora essere amministrata nel segno della continuità. Non manca la buona volontà, ma da sola non governa una città complessa e resa ancora più problematica dall’emergenza in atto. Si parla molto di condivisione, di partecipazione e di coinvolgimento dei cittadini nelle scelte, un film già visto nelle trascorse campagne elettorali, farlo davvero sarebbe, da solo, un gran passo avanti. Un ritorno indietro sui metodi e sui contenuti di quattro o cinque anni sarebbe devastante per tutti.

Marchetti dà l’impressione di essere un candidato per forza. Non so quanto creda in una possibile vittoria, anche se i numeri lasciano la porta aperta ad un ballottaggio il cui esito non è mai scontato. Forse pesa la sconfitta alle amministrative di un anno fa, quando si pensava che il centrodestra potesse portare a casa alcuni comuni del circondario. Non so quanto abbia voglia di abbandonare lo scranno in consiglio regionale per andare a confrontarsi con le “beghe” della città.

Ci crede, invece, eccome Carmen Cappello che si porta dietro le scorie della passa campagna elettorale e di un rapporto con il Pd deteriorato da meccanismi di pressapochismo politico. Alcune idee interessanti ci sono, il fatto di avere presentato una parte della sua squadra di governo la può aiutare, ma ad inserirsi come terzo incomodo tra i due principali contendenti sarà difficile.

Poche possibilità per gli altri due candidati, Andrea Longhi ed Ezio Roi, entrambi alle prese con la disgraziata esperienza della sindaca Sangiorgi. Sarebbe già molto ottenere un consigliere comunale.

Tutto sommato una campagna elettorale che si è calata in una città stanca, preoccupata, svogliata e che, forse, ha più voglia di normalità che di avventure al buio. Di certo chiede una guida sicura, e l’apprezzamento per il lavoro del commissario Nicola Izzo lo sta a dimostrare.

(Valerio Zanotti)