Bologna. Pochi giorni fa le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata hanno scioperato per sbloccare il rinnovo del contratto della sanità privata. Lo sciopero, indetto da Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil che ha coinvolto circa 100 mila operatrici e operatori sanitari in tutto il paese, in concomitanza con lo sciopero manifestazioni e presidi si sono svolti in tutte le regioni, in Emilia Romagna un presidio si è svolto davanti alla sede regionale della Confindustria a Bologna.

La protesta si è svolta in risposta al vergognoso voltafaccia effettuato dalle controparti padronali Aris e Aiop che, dopo quattordici anni di blocco contrattuale, tre anni di trattativa e la preintesa raggiunta finalmente il 10 giugno scorso, si sono poi rifiutate di firmare il contratto definitivo.

E’ giusto fare presente che il mancato rinnovo del contratto non consiste solo in un mero problema di carattere economico, ma soprattutto anche normativo, così che la parte normativa che stabilisce diritti e doveri è quella ferma al 2007. Senza il rinnovo del contratto, le differenze tra chi lavora nella sanità privata e nella sanità pubblica saranno destinate ad aumentare ulteriormente, la sanità pubblica l’ultimo contratto nazionale lo ha rinnovato nel 2016, per questo i sindacati parlano di una scelta ben precisa da parte dei datori di lavoro della sanità privata in quanto quattordici anni senza firmare il contratto si vuole trasformare il settore in posti di lavoro poveri e con pochi diritti, che così diventerebbe un tipo di lavoro che non si sceglierà più per convinzione o vocazione professionale, ma semplicemente perché non si trova di meglio da fare.

In provincia di Ravenna le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata coinvolti nello sciopero sono stati oltre 500, la sanità privata anche in questa provincia è in forte crescita, accanto alle importanti e storiche cliniche tra cui Villa Maria Cecilia Hospital, Domus Nova e San Pier Damiano, piccole e grandi cliniche sono sorte negli ultimi in quasi tutti i comuni.

Una vertenza difficile e complicata è diventato questo rinnovo contrattuale della sanità privata, speriamo che sia di aiuto il tavolo di trattativa aperto il 7 settembre tra i sindacati Cgil, Cisl e Uil e la Confindustria, volto a trovare delle linee comuni per rinnovare i contratti di lavoro scaduti o in scadenza entro l’anno e che interessano 10 milioni di lavoratrici e lavoratori.

(Edgardo Farolfi)