Metà delle sezioni scrutinate, si può già affermare che il SI’ ha vinto nettamente: 68,95% contro il 31,05% dei NO. I votanti hanno raggiunto oltre il 54,41%.

Con la vittoria del SI’ si modifica la composizione del Parlamento a partire dal prossimo voto politico. Alla Camera i deputati passeranno dai 630 attuali a 400. al Senato da 315 si passa a 200. Saranno meno anche i parlamentari eletti dagli italiani all’estero: i deputati passeranno da 12 a 8 e i senatori da 6 a 4. Infine il numero dei senatori a vita nominati dai presidenti della Repubblica non potranno più di 5.

Di conseguenza dovranno modificarsi anche i regolamenti di Camera e Senato. Ogni parlamentare avrà chiaramente maggior peso nelle scelte, da ricordare che spetta a loro eleggere cinque giudici della Corte costituzionale, un terzo dei membri del Consiglio superiore della magistratura, il Capo dello Stato e l’eventuale messa in stato di accusa. Taglio anche alle commissioni parlamentari di circa il 36%.

Resta invece il bicameralismo perfetto o paritario. Le due Camere continueranno infatti ad esercitare esattamente le stesse funzioni.

I costi legati alle modifiche messe in atto del referendum saranno poca cosa, attorno allo 0,005% del debito pubblico italiano.

Da ultimo, ma non certo di meno importanza per ricalibrare la rappresentatività delle aree del Paese e delle minoranze sarà necessario rivedere la legge elettorale. Oggi c’è un deputato ogni 96mila abitanti, con la riforma ce ne sarebbe uno ogni 151mila. Al Senato uno ogni 302mila a fronte di uno ogni 188mila attuale.