Le parole del Presidente del Comitato olimpico internazionale probabilmente sono la migliore fotografia della quattro giorni che ha fatto brillare nel mondo il “modello Imola”. Secondo Thomas Bach l’Italia ha realizzato un nuovo record olimpionico organizzando in tempi record l’evento. Un miracolo nel rispetto del principio stabilito dal Cio, ovvero la sostenibilità dei grandi eventi sportivi, utilizzando strutture sportive esistenti.

Un miracolo organizzativo che si associa alla conferma che Imola ha un futuro come centro polifunzionale di spessore mondiale. Il primo evento planetario nell’era Covid ha messo al centro l’uomo, l’ambiente e finalmente il forte richiamo alla bellezza della nostra città. Non a caso, oltre all’organizzazione, Imola ha ottenuto un meritato riconoscimento dal pubblico televisivo risultando il più seguito (9.5% di share) contro il 6.5% del Motomondiale ed il 5.8% della Formula Uno.

Le immagini della campionessa Van Der Breggen, mentre sembra volare sui nostri crinali, stanno producendo un ritorno mediatico che, per spirito di emulazione, porterà ad un deciso incremento del turismo cicloturistico.

Dopo anni di marginalità Imola ritorna alle cronache mondiali e si inserisce in un mercato che sta vivendo anni di espansione economica. Nel mese di settembre Rimini ha ospitato l’Italian Bike Festival riuscendo ad attrarre 25mila utenti registrati, le vendite ciclistiche ricordano il boom del secondo dopoguerra ed infine le EBike stanno rivoluzionando il concetto stesso di mobilità.

Come “Comitato Autodromo” vogliamo ringraziare il Comitato organizzatore, Marco Selleri, l’Uci, il presidente del ConAmi, Dott.Bacchilega, per la felice intuizione, ed auspichiamo che, dopo anni di disinteresse, il ritorno sotto le luci della ribalta corrisponda ad una nuova epopea del nostro Autodromo basata su innovazione, ecosostenibilità e grandi eventi come ponte tra passato e futuro. A Imola, per la prima volta, il silenzio ha prodotto tanto “rumore” nel mondo.

(Comitato Autodromo)