Ravenna. Dopo 14 anni dalla scadenza del contratto, oltre 3 anni di trattativa e diverse giornate di mobilitazione e di sciopero, viene da dire che la lotta e la determinazione messa in campo dai circa 100 mila lavoratori della sanità privata hanno pagato, le imprese hanno ceduto e da qualche giorno il nuovo contratto nazionale di lavoro per loro è una realtà.

L’impegno alla ratifica era stato preso quasi di petto dallo stesso Presidente della Confindustria Carlo Bonomi nell’incontro del 7 settembre con Cgil, Cisl e Uil, incontro che dava l’avvio al confronto tra industriali e sindacato volto a trovare delle linee guida comuni per il rinnovo dei contratti scaduti o in scadenza entro l’anno per oltre 10 milioni di lavoratori privati, ma i lavoratori della sanità privata non gli avevano creduto e avevano scioperato per l’ennesima volta il 16 settembre.

La svolta è avvenuta il 25 settembre quando Aris e Aiop le due associazioni imprenditoriali della sanità privata, nei loro organismi dirigenti hanno ratificato la disponibilità a sottoscrivere con i sindacati del settore gli stessi contenuti della preintesa contrattuale concordata in giugno, sottolineando inoltre che nella sanità le persone sono sempre la risorsa più importante.

Visibilmente soddisfatti i sindacati Fp-Cgil, Fp-Cisl e Fpl-Uil che in una nota affermano “Registriamo che gli organismi deliberanti delle associazioni datoriali, anche grazie all’intervento del Ministro della Salute Roberto Speranza, sono arrivati alla positiva conclusione di questa vertenza lunga, inedita e complessa, nella quale i lavoratori della sanità privata hanno dato una straordinaria prova di dignità”, la nota prosegue con una frecciata alle imprese della sanità privata “Le ragioni che hanno determinato lo stallo nella ratifica, dopo la prima preintesa, risiedono tutte nell’atteggiamento di una parte del sistema imprese che guarda al profitto più che al valore delle persone e dei servizi di cura” e sempre i sindacati concludono la nota “Vigileremo sulla corretta applicazione di tutte le norme contrattuali del nuovo Ccnl, azienda per azienda, troppi furbetti hanno remato contro per 14 anni alla firma del contratto e alla parificazione normativa e salariale tra lavoratori della sanità privata e pubblica e pubblica”.

(e.f.)