Medicina (BO). Tornano le polemiche sulla mobilità. Nel consiglio comunale di Medicina il sindaco, Matteo Montanari, ha annunciato che in merito ala mobilità “la Città metropolitana ha ottenuto un finanziamento dalla Regione e dal Governo per una serie di studi che stanno portando avanti, tra tra cui quello della zona S.Carlo sulla mobilità e quello del collegamento Medicina-Bologna: il metro bus è uno di questi due…. e quindi si sta cercando di arrivare a definire una prima progettazione di quello che potrebbe essere il metro bus Medicina – Bologna che è stato individuato dal Pums della Città metropolitana di Bologna come lo strumento più idoneo a creare un collegamento veloce e continuo tra Medicina e la città di Bologna. Questo perché nei prossimi mesi il Ministero ha in previsione di far uscire un bando importante per finanziare la realizzazione di progetti similari e quindi la città Metropolitana sta cercando di farsi trovare pronta”.

La pianta dei Metrobus, Centri di mobilità e rete strategica del Biciplan

Una dichiarazione che non è piaciuta a Legambiente ImolaMedicina che si chiede: “Sarebbe questa la ‘rivoluzione della mobilità pubblica sostenibile’ della Regione Emilia-Romagna?”.

Quando si passa dalle enunciazioni ai fatti “siamo alle solite, in questa Regione passano solo progetti legati a: più asfalto, più cemento, più trasporto su gomma e ovviamente più petrolio e più inquinamento: evviva la coerenza sulla lotta al cambio di clima”.

Ma l’associazione ambientalista critica anche l’amministrazione comunale medicinese che, “da un lato coinvole i cittadini in un percorso partecipativo sul futuro di Medicina attraverso un Piano strategico locale (Psl), dal quale emerge a grande richiesta e come opera prioritaria il ripristino della ferrovia Budrio – Massa Lombarda, dall’altro arriva sempre e comunque ad una nuova struttura stradale (raddoppio S.Vitale? Nuovo percorso per il metro bus sul sedime ferroviario?). Legambiente ImolaMedicina sfida chiunque a leggere nel Psl la richiesta di quest’opera (metro-bus) da parte dei cittadini”.

Legambiente ImolaMedicina ci tiene a precisare che “non è contraria all’istituzione di corsie preferenziali, purchè ricavate su strade esistenti. Altra cosa è un ennesimo consumo di suolo a fronte di un percorso già esistente di sedime ferroviario ed un possibile ripristino di ferrovia certamente da preferire come mobilità sostenibile. Quest’opera ferroviaria consentirebbe: un collegamento ferroviario Bologna-Ravenna più breve e diretto, con conseguente sgravio di traffico dalla tratta ferroviaria Bologna-Rimini, oggi utilizzata, e ormai al collasso per il trasporto passeggeri regionale; una possibile consistente riduzione del traffico su gomma sulla SP 253 S.Vitale e sulla A14, tratto autostradale già prossimo alla saturazione e per il quale è già prevista la realizzazione di una quarta corsia”.