Un momento dello sciopero del 9 ottobre alla Walvoil di Castel San Pietro

Sciopero anche nelle aziende metalmeccaniche del circondario imolese dopo che Federmeccanica ha causato la rottura della trattativa con Fiom-Cgil, Fim-Cisl, Uilm-Uil, durata 11 mesi di confronto e 13 incontri a livello nazionale, per il rinnovo del contratto nazionale rifiutando di riconoscere gli aumenti dei minimi contrattuali. Posizione già espressa prima del Covid e l’8 ottobre confermata in modo risoluto e definitivo. Nessuna risposta adeguata neppure su inquadramento, formazione, appalti, riduzione della precarietà, tutti temi inseriti nella piattaforma approvata dai lavoratori.

Immediata la reazione dei metalmeccanici, con scioperi spontanei proclamati dalle Rsu in tutta Italia, tra cui quelli del 9 ottobre di quattro ore alla Walvoil e alla Robopac, entrambe con sede a Castel San Pietro. Analoghe mobilitazioni interesseranno altre aziende del territorio la prossima settimana.

“Difendere il salario e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori è fondamentale per la ripresa del Paese. La posizione di Federmeccanica è inaccettabile, non viene riconosciuto il valore del lavoro. I metalmeccanici hanno diritto di veder rinnovato il loro contratto, per il salario, per i diritti, per l’occupazione – sostengono Fim Fiom e Uilm -. Oltre allo stato di agitazione, che prevede il blocco della flessibilità e degli straordinari, a partire dai prossimi giorni inizierà un’intensa fase di assemblee per arrivare ad uno sciopero nazionale di tutta la categoria il 5 novembre.