Da sinistra il sindaco Marco Panieri in fascia tricolore e il nuovo presidente del consiglio comunale Roberto Visani
(Nikophoto)

Imola. A mettere subito un po’ di pepe nel primo consiglio comunale dell’era Panieri il 12 ottobre, è il politico più “anziano” in senso demografico, ovvero Ezio Roi candidato sindaco del Movimento 5 stelle che chiede subito se sussistano o meno condizioni di ineleggibilità (quindi conflitti di interesse) per il sindaco, tramite il padre che ha un’impresa edile con lavori per Area Blu, per il vice Fabrizio Castellari attraverso la moglie architetto Stefania Campomori per l’allestimento della sala Miceti ed Anagrafe e per l’assessora Elisa Spada per i suoi rapporti con Restart.

Il segretario generale del Comune Andrea Fanti replica però che alcuni rapporti non esistono più da molti anni e altri non sono mai stati in essere con il Comune. Roi si dice “soddisfatto perché le ombre vanno chiarite all’inizio della consiliatura, noi abbiamo alle spalle il pessimo esempio dell’ex Amministrazione Sangiorgi per questioni non chiarite e vogliamo sottolineare fin da subito che la nostra battaglia fondamentale è per la legalità; i chiarimenti servono per fugare i dubbi”.

Nel centrosinistra, Francesca Degli Esposti per il Pd e Filippo Samachini per Imola Coraggiosa si dicono “dispiaciuti per questo inizio, il tema della legalità non è esclusiva del M5s e ci pare fuori luogo la messa in discussione del voto degli imolesi”. Per la Lega, Daniele Marchetti  rimarca che “è giusto spazzare via i dubbi a inizio consiliatura, bisogna cambiare passo rispetto al passato, speriamo che l’Amministrazione sia chiara, cristallina e trasparente”.

Poi, davanti al vescovo Giovanni Mosciatti, alla consigliera regionale Pd Francesca Marchetti, all’on. Serse Soverini, al presidente dell’Anpi Gabrio Salieri e alle autorità delle forze dell’ordine, è il momento del giuramento sulla bandiera tricolore di Marco Panieri: “Siamo in una fase delicata e difficile, dobbiamo mantenere alta l’asticella sulla pandemia e cogliere sia le opportunità come i Mondiali di ciclismo appena conclusi e il Gp di F1 prossimo sia avere un forte senso di responsabilità. Ho voluto incontrare tutti i dipendenti comunali e mantenere fino al termine dell’anno le posizioni organizzative e i dirigenti del Comune per far ripartire la macchina. Oltre a quella sanitaria, la sfida è economica e sociale e con l’assessore Pierangelo Raffini abbiamo già incontrato i sindacati sullla vertenza Cefla. Riprendiamo il dialogo istituzionale che si era interrotto per avere una città sempre più innovativa, connessa  e solidale rilanciando gli investimenti”. Ovvero le promesse della campagna elettorale.

Poi l’elezione del presidente e del vice dell’aula di piazza Matteotti (tutti con mascherina e vestiti sobriamente, ndr), tutte arrivate alla terza votazione con maggioranza semplice, Roberto Visani è il presidente e il vice è Nicolas Vacchi, ovvero colui che ha ottenuto più preferenze in Fratelli d’Italia. Quest’ultima è una carica alla quale ha rinunciato la Lega che è il primo partito di opposizione e infatti nelle prime due votazioni salta fuori un voto come vice a Visani, non solamente uno scherzo, ma forse un’espressione del disagio della parte minoritaria del partito di Alberto da Giussano che ha come front-man Simone Carapia.

Nel suo discorso di insediamento, Visani manda “un affettuoso saluto ai suoi predecessori in tale carica e in particolare a Vittorio Feliciani di cui, all’inizio della mia esperienza in politica, apprezzai il suo equilibrio e il senso delle istituzioni. Bene ha fatto il sindaco Panieri, vincitore con oltre il 57% dei consensi, a incontrare gli sfidanti candidati a sindaco, indicando con tale gesto uno stile nuovo improntato al dialogo e al confronto con tutti. Ricordiamoci che siamo tutti sulla stessa barca, chi vince le elezioni rappresenta tutti i cittadini e le opposizioni cerchino di essere costruttive e vadano oltre sterili giudizi e inutili polemiche. Gustavo Zagrebelsky, che è stato presidente della Corte Costituzionale, ha sempre invitato a lavorare nelle istituzioni andando oltre il conflitto permanente. Siamo in un consiglio comunale formato da una maggioranza di donne (giovani e preparate che potranno fare bene, ndr) e a tale proposito vorrei ricordare Nilde Iotti che è stata presidente della Camera la quale ricordava sempre come la sua più bella esperienza in politica fosse stata quella da consigliera comunale nel 1946. La cultura delle donne è fatta di gentilezza, garbo e relazioni umane. Papa Francesco ha sottolineato come nella nostra epoca sia importante il miracolo della persona gentile”. Zagrebelsky, Iotti e Papa Francesco, il discorso riscuote applausi bipartisan.

Vacchi eccede in qualche polemica: “In passato altre persone che hanno rivestito la mia carica di vicepresidente, non faccio nomi,  non hanno avuto come loro primo interesse la tutela delle minoranze. Io lo farò. Riprendo la citazione ‘Non si può andare lontano se non si fa qualcosa con gli altri’. Dall’opposizione farò proposte costruttive senza rinunciare alle mie radici conservatri, cristiane e di centrodestra”. Applausi, quasi tutti dal centrodestra, anche per lui.

Ed ecco i capigruppo. Per il Pd Francesca Degli Esposti che stavolta dovrà mettersi alla prova in un ruolo non facile, Alan Manara per Imola Corre, Filippo Samachini per Imola Coraggiosa, Daniele Marchetti per la Lega, Nicolas Vacchi per Fratelli d’Italia e poi i monogruppi Dino Bufi per Cappello sindaca ed Ezio Roi per il Movimento 5 stelle.

Le commissioni consiliari di maggioranza vanno tutte al Pd: la Scuola a Chiara Sorbello, l’Urbanistica a Cecilia Ricci, la Sanità a Sonia Manaresi e l’Autodromo a Juri Mambelli; quelle riservate all’opposizione le prende la Lega con Rebecca Chiarini al Builancio e Serena Bugani agli Affari istituzionali. Simone Carapia, dall’alto delle sue 462 preferenze, deve cedere il passo. Accade, in Lega quando si è in minoranza.

(Massimo Mongardi)