Castel San Pietro (Bo). Ennesima chiusura per il Bar Corona. Il provvedimento è avvenuto dopo che i carabinieri avevano avvisato l’Autorità di pubblica sicurezza (Questura di Bologna – Divisione di Polizia Amministrativa e Sociale) che il locale era frequentato da delinquenti italiani e stranieri, spesso ubriachi che, come accertato dai controlli dei Militari dell’Arma, stavano creando un pericolo e un pregiudizio per la sicurezza dell’intera collettività.

Il decreto di chiusura del locale che i militari dell’Arma hanno notificato al titolare del bar, un 68enne italiano, determina la sospensione delle licenze che autorizzano le somministrazioni di alimenti e bevande per la durata di 30 giorni ai sensi dell’Art. 100 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tulps).

I sigilli messi al Bar Corona di via Mazzini per un provvedimento disposto dalla Questura di Bologna non sorprendono l’Amministrazione comunale, che teneva attenzionato quel pubblico esercizio in quanto da troppo tempo pericolo per l’ordine pubblico, il buon costume e la sicurezza dei cittadini di Castello.

“Trattandosi della quarta sospensione a carico di quel pubblico esercizio, l’Amministrazione comunale aveva dato per scontato che si trattasse di una revoca definitiva della licenza agli attuali gestori – spiega il sindaco Fausto Tinti -. La lettura del decreto emesso dalla Questura pervenutoci il 13 ottobre pomeriggio ci ha invece informato dell’ennesima sospensione, questa volta di 30 giorni, temporanea. La mia posizione, però, non cambia. Resto fortemente dell’idea che sia arrivato il momento di cambiare davvero passo. È innegabile l’evidenza che quel locale sia divenuto un effettivo problema di ordine pubblico per l’intera città e per le aree limitrofe. Come primo cittadino, ho il dovere di salvaguardare l’ordine pubblico e di tutelare la storia di un locale del centro storico a cui i cittadini sono molto legati. Il Bar Corona è un luogo storico di Castel San Pietro Terme, ubicato in una posizione strategica, e in quanto tale va recuperato e rivitalizzato. Ecco perché mi auguro, e mi impegnerò affinché ciò avvenga, che quello spazio venga finalmente gestito in maniera adeguata, in modo che ne venga mantenuto il buon nome e assicurata la sua fruizione in piena sicurezza e serenità. Concludo dicendo che sarò e saremo intolleranti su nuovi episodi di pubblica insicurezza e su una gestione che tolleri o preveda la presenza di persone che la minano”