Bologna. Si è da poco conclusa una tre giorni di attivi di delegate e delegati Fiom  di Bologna, che ha visto una discussione partecipata con molto interventi che sono ruotati intorno a tre temi, prima di tutto che caratteristiche ha la ripresa del lavoro (c’è una fase di rimbalzo produttivo o domina il ricorso agli ammortizzatori sociali?) il secondo tema è stato quello della trattative: abbiamo tutti i contratti nazionali di lavoro scaduti (quindi Federmeccanica Cooperative Unionmeccanica Artigiani)con la scelta della Fiom di presentare le stesse richieste economiche e , terzo punto, le iniziative autonome della Fiom di Bologna.”

Partiamo dal primo punto. “Registriamo una situazione moderatamente positiva dello scenario di settore con un minor corso agli ammortizzatori sociali. Ma in questo periodo vediamo la non soluzione delle crisi che a Bologna si trascinano da anni, penso alla Demm di Porretta ma anche l’emergere e la necessità di confrontarsi, con altre crisi di grandi dimensioni, fenomeni che ci segnalano un forte indebolirsi del capitalismo familiare e la necessità di accelerare la discussione del ruolo pubblico in economia pur in un territorio dove ci sono sempre stati capitani d’industria.  E il dovere di confrontarsi con una indebolimento del tessuto imprenditoriale del nostro territorio.”

E siamo ormai in inverno, scade il blocco dei licenziamenti…
“..e ovviamente si è discusso della necessità di prepararci a un autunno inverno piuttosto pesante e dobbiamo, di conseguenza rafforzare la nostra organizzazione  nei luoghi di lavoro perché il protagonismo dei lavoratori molto evidente nella vicenda Fiac dove  lavoratrici e lavoratori, con grande adesioni dei precari hanno, con 20.000 ore di sciopero hanno fatto cambiare la scelta dell’azienda ed è stato proprio il protagonismo e l’impegno forte della Cgil a indirizzare le scelte del governo dai protocolli sulla salute al blocco dei licenziamenti.”


Ma dopo è calata un po’ di nebbia.
“In effetti i decreti estivi non sono stati altrettanto chiari nel delineare la strategia del governo.  Si rischia di vedere un assalto alla diligenza rispetto ai soldi pubblici rispetto ai soldi pubblici che non sono mai stati in modo così chiaro a disposizione del nostro paese con il rischio che i 500 progetti di cui si parla nascondano tanti rivoli. A parole il progetto strategico (dalla scuola alle scelte verdi al digitale) c’è, ma la realtà non corrisponde alle promesse.”

Veniamo al contratto.
“Siamo in una fase serrata della trattativa con Federmeccanica; è normale che in questa fase si registrino posizioni diverse fra le parti, ma presto arriveremo al punto centrale , quello del salario, perchè un contratto che non parla di soldi non si può fare. Noi abbiamo costruito una piattaforma votata dai lavoratori che chiede un aumento dell’8% e nel corso dei tre giorni di confronto tutti hanno ribadito che questo punto è centrale.”

E ora il terzo punto, la presenza Fiom.
“La nostra azione, Bologna, è certamente positiva, lo vediamo dai contratti fatti dalla forte sindacalizzazione nelle aziende, dalla presenza di tanti delegati giovani che hanno vissuto in prima persona il confronto sui temi della sicurezza in fabbrica durante l’epidemia da covid e hanno verificato il valore del sindacato dentro e fuori dall’azienda. E questa è la strada che dobbiamo continuare a percorrere.”

(m.z.)