Dal 1981 ogni anno il 16 ottobre si festeggia la “Giornata mondiale dell’Alimentazione”, organizzata dalla Fao. Ma dal 2006 nello stesso giorno si celebra anche il “World bread day”, la “Giornata mondiale del Pane”.

Giornata del pane e dei prodotti da forno

La Regione Emilia Romagna fissa, quindi, al 16 ottobre di ogni anno la “Giornata del pane e dei prodotti da forno”, allo scopo di diffondere tra i cittadini, specialmente tra bambini e giovani, la consapevolezza della qualità del pane e dei prodotti da forno artigianali, sempre più importanti nell’ambito dell’alimentazione quotidiana, come riscontrato dai consumi anche durante il lockdown legato all’emergenza sanitaria.

I prodotti da forno e pasticceria

Pane

Pane e pasta: sono questi certamente i due prodotti che tutto il mondo ci invidia. Acqua, farina e lievito per un prodotto che non può mancare sulle nostre tavole. Chi non conosce la Coppietta o Coppia ferrarese (ciopa, ciupeta) che ha ottenuto l’Indicazione geografica protetta (Igp), ma ogn i territorio ha la sua specialità: a Bologna il Pane di San Petronio, oppure il Pane di Pavullo, da Piacenza il Pane con il bollo e la Crocetta, il Miseria di Busseto (PR). E poi ancora lo Schioppetto imolese, il Pane schiacciato, la Sfogliata o torta degli ebrei, l’Erbazzone di Reggio Emilia, la Focaccia con ciccioli. Ci mettiamo anche il Borlengo, finissima crespella croccante, solitamente consumata calda con un pesto montanaro, a base di lardo, rosmarino e parmigiano. E così via, si dice che siano circa 300 le varietà di pane che la genialità italiana è in grado di proporre.

Dolci e salati

Dai bomboloni ai bignè, dai cornetti ai biscotti, dalla ricciola alla treccia. Dolci o salati, i prodotti che escono dalla pasticceria sono una bontà. I bomboloni caldi fanno parte delle scorribande notturne di ciascuno di noi, il cornetto (o croissant, alla francese) e il caffè sono ormai un rito della colazione. E per chi preferisce il salato ecco la treccia o la ricciola. Forse pochi sanno che la ricciola è tipica del territorio imolese. Anzi sembra che ad inventarla in quel di Rimini sia stato proprio un fornaio imolese nel dopoguerra.

Ciambella

Ciambella o brazadela

Tra tradizione e tipicità. La Ciambella romagnola, bolognese, imolese, la brazadela: tante sfumature per un prodotto tipico che ci accompagna da Bologna al mare. In comune hanno che sono dolci tipici delle feste, o anche solo della domenica. Chi non è più giovanissimo ricorderà la brazadela sul tavolo dei nonni quando la domenica si andava a fargli visita. Semmai accompagnata da un buon bicchiere di vino nel quale i più coraggiosi ci “tocciavano” la fetta di ciambella.

Brazadela

Gli ingredienti di base sono: farina, zucchero, burro, un po’ di strutto, uova, latte, lievito e lo zucchero in granella per decorrare, poi la fantasia delle Azdore faceva il resto, come oggi lo fanno i nostri fornai e pasticceri artigeniali. Ecco allora la scorza di limone, il pizzico di sale e la magia dell’impastare, nel mettere assieme i vari ingredienti e poi la cottura.

Piadina

Quando parliamo di piadina spunta sempre il solito dilemma: meglio quella sottile riminese o quella più grossa faentina e imolese? Non parliamo poi se si aggiunge anche il bolognese con le sue tigelle che non hanno eguali.

E che dire della piadina fritta romagnola, delle crescentine o del gnocco fritto bolognese? Attenzione però, dalla Vallata del Santerno è arrivata verso Imola direttamente dalla Toscana anche la ficattola. La competizione si fa tosta. Ma niente paura perché se c’è un elemento in comune tra tutti questi prodotti di certo è la loro bontà , poi il gusto personale non si discute. Il consiglio che diamo noi è quello di assaggiare la piadina in tutte le sue forme. I nostri “piadinari”, che siano chioschi e forni, sempre e comunque sono artigeniali, quindi la qualità è assicurata.