Imola. Dopo il primo appuntamento dello scorso 10 ottobre dedicato allo scienziato Giuseppe Scarabelli, il calendario dei Tesori della Biblioteca prosegue con un altro incontro di grande interesse.

Sabato 24 ottobre alle 17 la storica dell’arte e curatrice della mostra L’impronta del reale. William Henry Fox Talbot alle origini della fotografia, Silvia Urbini, ci parlerà di un prezioso e antico dagherrotipo, uno dei documenti di maggior pregio conservati presso la Biblioteca Comunale di Imola, che è stato richiesto in prestito ed è attualmente esposto alle Gallerie Estensi di Modena in una mostra di grande interesse.

Silvia Urbini racconterà le origini della fotografia, ovvero le storia dei pionieri, chimici e scienziati, che, contendendosi il primato di “inventori della fotografia”, nei primi decenni dell’800 misero a punto tecniche diverse legate in qualche modo al processo fotografico, gettando le basi per una grande rivoluzione nel processo di riproduzione del reale.

Tra questi un ruolo di spicco spetta al gentiluomo inglese William Henry Fox Talbot (1800-1877), l’inventore della fotografia su carta, a cui è dedicata la mostra modenese, e il francese Jacques Mandé Daguerre, inventore del procedimento dagherrotipico.

La Biblioteca comunale di Imola partecipa alla mostra, che si potrà visitare a Modena fino al 10 gennaio 2021, con il prestito di un pezzo davvero singolare e unico, un dagherrotipo francese realizzato nel 1839 da Alphonse Giroux, collaboratore e suocero di Daguerre.

Il prezioso dagherrotipo conservato a Imola raffigura una composizione di oggetti artistici e fu donato alla Biblioteca nel 1848 dalla cantante imolese Anna Fanti, che aveva soggiornato qualche anno prima in Francia.

I procedimenti utilizzati da Daguerre e da Talbot nei loro primi esperimenti fotografici erano molto diversi: il dagherrotipo era un oggetto metallico (una lastra di rame su cui veniva applicato uno strato d’argento, sensibilizzato alla luce), dall’aspetto prezioso, unico, non riproducibile, e forniva una immagine molto nitida.

I “disegni fotogenici“ di Talbot, a differenza del metodo di Daguerre, erano su carta e non fornivano una immagine altrettanto nitida ma avevano il grande vantaggio di essere riproducibili.

Se nella corsa al primato Daguerre ebbe la meglio, in quanto per primo nel gennaio 1839 annunciò al mondo la sua scoperta, che ebbe un immediato grande successo, la strada tracciata da Talbot di ideazione di un processo negativo-positivo, che permetteva di stampare molteplici copie positive, fu decisiva per lo sviluppo della fotografia e della civiltà dell’immagine.

Per partecipare agli incontri quest’anno, causa emergenza epidemiologica, è richiesta la prenotazione al numero 0542/602657-602619 (possibile anche inviare una mail a bim@rari@comune.imola.bo.it).

Le attività sono sostenute dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Imola.