Lugo (RA). Eleonora Proni è il presidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna. Con lei affrontiamo il tema delle risorse che arrivano dalla Regione per affrontare l’emergenza Coronavirus.

Presidente, è importante capire come  come verranno spesi.
“Questo importante contributo ricevuto servirà per il sostegno ai cittadini e alle imprese, per il welfare, il risparmio energetico, le infrastrutture digitali e i servizi online. Tutto questo per favorire la ripresa dopo l’emergenza. Naturalmente il nostro intervento avverrà in particolare nei settori dove c’è maggiore necessità. Il contributo assegnato dalla Regione da un lato sostiene il percorso di riordino istituzionale che abbiamo avviato da tempo e dall’altro riconosce i risultati ottenuti. La nostra è una delle Unioni di Comuni più consolidata e strutturata del panorama nazionale. E l’emergenza sanitaria ha ulteriormente confermato la necessità di continuare a lavorare insieme e costruire risposte forti e di sistema. Per quanto riguarda l’organizzazione sanitaria, è evidente che non si potrà tornare semplicemente all’organizzazione pre covid e credo servano anche scelte coraggiose. Stiamo lavorando, a Lugo come in tutte le strutture, per trovare e concretizzare il non facile equilibrio tra le esigenze di continuare la presa in carico adeguata dei pazienti covid, con il riavvio e l’implementazione dei servizi per tutti gli altri utenti, garantendo a questi ultimi la massima sicurezza e prevenzione nei confronti del contagio. Dopo questo periodo difficile, l’ospedale ‘Umberto I, nonostante la sfida ancora in corso contro il covid, torna a garantire un numero sempre maggiore di servizi ordinari. Il ritorno dei posti nei reparti di Medicina riabilitativa e Ortopedia oltre che a lungodegenza puntano verso questa direzione, valorizzando l’ospedale cittadino all’interno della rete dell’Ausl Romagna. L’Unione e le Amministrazioni comunali stanno facendo tutto il necessario, in collaborazione con l’Ausl Romagna, per tutelare la salute degli utenti del nostro nosocomio e garantire loro il maggior numero di prestazioni sanitarie. Al tempo stesso, però, siamo sempre allerta e pronti nel caso in cui il numero dei contagi dovesse superare la soglia di guardia. Un altro grande problema che dobbiamo affrontare è quello della carenza di medici e infermieri: ora occorre ripensare la pianificazione del personale e nelle facoltà mediche per evitare si creino buchi nella sanità, soprattutto pubblica.”

Welfare: quali gli interventi più urgenti in questo ambito
“C’è una faccia dell’emergenza che mette in primo piano il fatto che non tutti viviamo nelle stesse condizioni. Prima fra tutti le forme di fragilità che riguardano anziani e disabili, nonché le famiglie che se ne prendono cura. Questa emergenza che ha portato prima alla chiusura dei servizi diurni destinati agli anziani e ai disabili più gravi, poi a una riapertura contingentata ben lontana dalla “normalità”, ha richiesto e richiede interventi sia di riconfigurazione dei servizi stessi sia l’impegno ad adoperarsi per innovazioni nel prendersi cura delle persone che reggano ai vincoli creati dall’epidemia. Tutto il sistema è chiamato in causa, non solo l’ospedale, ma soprattutto quella parte che costituisce la trama dei servizi a sostegno della domiciliarità. Riapertura in sicurezza dei centri diurni per anziani e disabili, attività sostitutive di sollievo alle famiglie, potenziamento dell’assistenza sia sociale che sanitaria al domicilio sono sicuramente tra gli interventi più urgenti da assumere da qui al prossimo anno. Ricordo che complessivamente le risorse del sociale, al netto delle spese di personale, si aggirano sugli 11 milioni di euro all’anno per interventi a sostegno del reddito, a favore di minori e per la domiciliarità per anziani e disabili, inserimenti lavorativi e tirocini, comunità per disabili e comunità per minori, progetti e convenzioni con associazioni e terzo settore per multiutenza.”

Infine quanto è destinato alla ripresa delle attività economiche e quali sono i progetti dell’Unione?
“Fatte salve le misure assunte in questi mesi a favore delle imprese in tema di agevolazioni e differimenti dei tributi, l’Unione dei Comuni della Bassa Romagna porta avanti strutturalmente azioni a supporto del mondo imprenditoriale dai Consorzi fidi (accesso al credito agevolato) con stanziamenti annuali di circa 150.000 euro, progetti per la valorizzazione dei centri storici e delle attività commerciali attraverso le reti di impresa (mediamente sui 50.000 euro annui) fino ai bandi a fondo perduto per ampliare e migliorare gli insediamenti commerciali (tra fine 2018 e inizio 2020 quasi 100.000 euro i contributi elargiti). Questi e molti altri sono i contenuti condivisi anche con il Tavolo dell’imprenditoria e gli altri soggetti coinvolti nel confronto per l’aggiornamento del Patto per lo sviluppo, con il quale l’Unione svilupperà assieme ai firmatari le strategia e le azioni della ripresa.”

(m.z.)