Imola. Prime convocazioni del consiglio comunale e prime polemiche. Nella seduta di presentazione delle linee programmatiche di mandato non è piaciuto alle minoranze l’approccio con il quale il sindaco Marco Panieri ha liquidato le proposte delle opposizioni.

Consiglio comunale di Imola

“Le linee di mandato ci devono dire dove la maggioranza vuole portare la nostra città, si possono modificare strada facendo, anche perché già oggi il periodo che dobbiamo affrontare mette al centro delle priorità diverse da qualche tempo – ha affermato nel suo intervento il neo sindaco – . E cambiata la situazione politica sociale e sanitaria del territorio. La linee di mandato sono la fotografia del programma elettorale sul quale è stata chiesta la fiducia ai cittadini, in passato le maggioranze protocollavano direttamente i programmi elettorali. Noi abbiamo rivisto leggermente quello che è il programma, abbiamo tolto la premessa, inserendo qualche punto condiviso per dare un segnale di apertura. Le opposizioni hanno contribuito con delle osservazioni e dei punto specifici che penso siano da tenere in considerazione in un’ottica più ampia”. In pratica Panieri ha scelto di non modificare le linee programmatiche accogliendo le proposte della minoranza, ma soprattutto, secondo le opposizioni, non ha motivato questo rigetto.

Rebecca Chiarini consigliere comunale a Imola per la Lega

“Nella seduta del Consiglio comunale del 22 ottobre si è verificata una grave compromissione dei diritti delle minoranze – sottolinea Rebecca Chiarini, consigliere della Lega – . Queste ultime, valendosi della facoltà concessa dallo Statuto e formalmente incoraggiata dall’Amministrazione, hanno regolarmente depositato nei tempi previsti alcune proposte di modifica alle linee di mandato, sulle quali il Sindaco si sarebbe dovuto esprimere. Da parte mia, pur nell’impossibilità di condividere la visione di governo della Giunta insediata (ciò con riguardo, ad esempio, alla confermata volontà di demandare alla Città metropolitana le decisioni riguardanti la sanità pubblica, di sostenere un sistema scolastico integrato che svilisce la natura pubblica dell’istruzione e non ultimo di sposare un approccio tecnocratico alla digitalizzazione in ambiti in cui il contatto umano è prioritario per lo sviluppo della persona), avevo articolato 4 passaggi specifici sui quali era possibile intervenire sin da subito senza stravolgere il testo originario. Ed invece il primo cittadino, che tanto parla di ascolto e dialogo, alla prima vera occasione di dibattito con le minoranze non si è premurato di considerare le proposte, violando l’art. 30 comma 3 dello Statuto che gli imponeva di motivare le ragioni del loro accoglimento o rigetto. Sorge il dubbio che ci sia stata difficoltà proprio nel trovare le ragioni, tanto da glissare sul merito delle proposte. Una superficialità che non promette niente di buono per il futuro, ma non intendo per questo rinunciare a cercare un confronto costruttivo con l’Amministrazione”.

Dello stesso tenore la critica della lista civica Cappello: “Dobbiamo prendere atto che la nuova amministrazione e la maggioranza dei suoi Consiglieri deve ancora ‘digerire’ le norme che regolano le istituzioni che ora governano. Il Sindaco ha presentato le sue linee di governo, sulle quali aveva chiesto proposte integrative alle opposizioni. Salvo poi non dire neppure una parola sulle proposte depositate: né che le accoglieva né che le respingeva. Ma le avrà lette? Ne dubitiamo, visto che la capogruppo del Pd ha sostenuto, che l’invio a tutti i consiglieri era stato addirittura un gesto inusuale, di apertura della nuova amministrazione. Consigliamo al Sindaco, al Presidente del Consiglio comunale e alla capogruppo del Pd di leggere almeno lo Statuto del Comune. Scopriranno che esiste l’art. 30, che obbliga il Sindaco a presentare al Consiglio le linee di governo e anche ad inviarle prima ai consiglieri per eventuali loro proposte. Altro che gesto di buon cuore! E pensate un po’: su queste il Sindaco deve fare lo sforzo di esaminarle e anche di motivare le ragioni sia che le accolga sia che le respinga. Vincere le elezioni non basta, bisogna governare, rispettando le regole della democrazia. Regole che però si devono conoscere”.