Imola. Gianmaria Balducci è stato chiamato a dirigere un importante settore cooperativo a livello nazionale come quello di Legacoop “Produzione & Servizi”, naturale la soddisfazione: “Mi sento onorato di essere stato scelto con una convergenza di opinioni molto ampia come massimo rappresentante dell’associazione, soprattutto in questo periodo storico dove c’è diffusa consapevolezza che di problemi da gestire ce ne saranno diversi e per fortuna auspico ci sarà anche qualche opportunità- sottolinea Balducci -. Facendo un’analisi del perché la scelta sia potuta ricadere sulla mia persona penso che gli elementi siano diversi: partendo dall’azienda che rappresento Cefla, che ricopre almeno 3 degli 8 settori dell’associazione, cooperativa che da quando sono stato nominato presidente nel 2013 ha visto una crescita importante di volumi, redditività e patrimonio. Per ultimo anche se è un po’ autoreferenziale penso mi sia riconosciuto uno stile con tratti di innovazione soprattutto nella comunicazione più diretta e informale, probabilmente figlia anche di un salto generazionale da diversi auspicato”.

Gianmaria Balducci, presidente del gruppo Cefla

Un ruolo di così ampia rappresentanza come diversità degli associati a livello di settori, dimensioni e territori richiede una attenta fase di ascolto per produrre una sintesi efficace delle esigenze di tutti. Una associazione che raggruppa ben 8 settori: Costruzioni e Impianti; Logistica e Trasporti; Manifatturiero e Industriale; Pulizie, Servizi integrati, Facility management e Igiene ambientale; Ristorazione; Vigilanza privata e Servizi fiduciari; Beni culturali; Progettazione, Ingegneria, Consulting e Ict.

“Con una così variegata base associativa ritengo sia l’umiltà e l’ascolto la necessaria base di partenza per interpretare al meglio il ruolo ed affrontare con già chiare esigenze e priorità i vari tavoli di interlocuzione governativi e non. Tra le priorità da affrontare ci sarà da attivare una analisi puntuale della possibile riorganizzazione delle strutture consortili che in particolare nell’ultimo decennio hanno visto una grande moria di associati in particolare nel settore costruzioni e impianti. Altro punto fondamentale e uno dei motivi per cui sono stato scelto e anche dare spazio a tanti giovani funzionari fino ad oggi nella penombra in un’ottica di evoluzione generazionale della struttura associativa, che porti l’operatività più vicina e in linea con lo stile di chi fa rappresentanza. Sperando di essere all’altezza del ruolo, quello che posso garantire già da oggi è che ci metterò tutto l’impegno, l’entusiasmo il coraggio e l’esperienza che in parte mi hanno sempre accompagnato e in parte ho sviluppato in particolare negli ultimi dieci anni. Quello che ci aspetta non sarà una fase storica semplice, ma la cooperazione la può affrontare con la forza di una progettazione di medio lungo periodo e con la peculiarità di essere una delle forme di governance che anche nei periodi più difficili spesso funziona anche come paciere sociale”.

(m.z.)