D’accordo con il prof. Andrea Segrè pubblichiamo il suo discorso in occasione della Conferenza Onu-Fao per la celebrazione ufficiale della prima “Giornata internazionale della consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari” (International day of awareness for food losses and waste) il 29 settembre 2020. 

Andrea Segrè (a destra) con il cardinale Matteo Zuppi

Quando oltre vent’anni fa avviammo il progetto Last Minute Market per il recupero a fini solidali di beni invenduti a partire dalla grande distribuzione non credevo che quest’azione, così intuitiva nella sua concezione (ridurre le eccedenze di cibo alimentando i bisognosi), potesse diventare una sorta di laboratorio anticipatore di alcune grandi questioni che caratterizzano il mondo contemporaneo. Tanto da far approvare all’Assemblea delle Nazioni Unite la celebrazione di una “Giornata internazionale per la consapevolezza sulle perdite e gli sprechi alimentari”, il 29 settembre.

Alla fine degli anni 90 la crisi economica era lontana, la povertà relativamente ridotta, la pressione ambientale ancora poco sentita, lo spreco alimentare un fenomeno quasi sconosciuto. Allora volevamo capire come lo spreco alimentare potesse diventare occasione di riscatto promuovendo il dono come valore di relazione fra chi ha un’eccedenza alimentare e chi soffre una carenza nutrizionale. Fin dall’inizio ci è stato chiaro che coniugare la solidarietà sociale (aiutare gli indigenti) con la sostenibilità ambientale (produrre meno rifiuti) ed economica (ridurre i costi dello smaltimento) era, anzi è possibile. Ma questa azione apparentemente semplice cercava nel contempo di promuovere un sistema più efficiente nell’uso delle risorse naturali ed economiche, nel totale rispetto delle relazioni umane e sociale considerando gli “ultimi” come il bene più prezioso della nostra comunità.

Abbiamo poi esteso il “modello” di recupero anche a beni non alimentari a partire dai farmaci, per poi promuovere la prevenzione come il miglior antidoto contro lo spreco: meglio agire prima che il danno sia fatto. Anche perché nelle tante ricerche condotte in questi anni abbiamo capito che la parte del leone è lo spreco domestico, ciò che si getta via nelle nostre case. Alimenti che non possono essere recuperati a fini solidali ma finiscono direttamente nella spazzatura generando costi ecologici ed economici.

Da questa visione sono partire tante iniziative concrete: nel 2010 la campagna europea di sensibilizzazione dell’opinione pubblica “Un anno contro lo spreco” denominata successivamente Spreco Zero; la “Giornata nazionale dedicata alla prevenzione dello spreco“, che si svolge ogni il 5 febbraio; il premio “Vivere a Spreco Zero” che ogni anno riconosce le migliori pratiche di enti, istituzioni, imprese, scuole, cittadini; l’Osservatorio Waste Watcher sullo spreco alimentare domestico con i rapporti periodici che monitorano il nostro comportamento alimentare e poi tanti progetti di educazione alimentare nelle scuole: il nostro futuro passa nelle mani, anzi nelle bocche e nelle menti, dei giovani.

In un certo senso siamo arrivati ad una sorta di “quadratura del cerchio”, locuzione che si riferisce alla soluzione perfetta a un dato problema, pur sapendo che questa non esiste. Anche perché negli ultimi vent’anni gli squilibri economici, ambientali e sociali sono aumentati, e di molto. La pandemia Covid 19 ha reso la situazione ancora più estrema, e urgente. Ecco perché il “mercato dell’ultimo minuto” continua ad essere un laboratorio che produce innovazione sociale, ambientale ed economica trasferendo sul “campo” i risultati della ricerca. Ecco perché il nostro Paese riconosce nella prima Giornata internazionale dedicata allo spreco alimentare un appuntamento fondamentale perché il contrasto a questo fenomeno diventi azione e progetto globale.

Andrea Segrè è professore ordinario di Politica agraria internazionale e comparata all’Alma Mater Studiorum Università di Bologna dal 2000. Fondatore di Last Minute Market-impresa sociale, spin off accreditato dell’Università di Bologna, e ideatore della campagna Spreco Zero, attualmente è presidente della Fondazione FICO e del Centro Agrolimentare di Bologna. Dal 2005 al 2015 è stato preside della Facoltà di Agraria e direttore del Dipartimento di Scienze e Tecnologie agroalimentari dell’Università di Bologna. Dal 2015 al 2020 è stato presidente della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige.

Ha ricevuto numerosi riconoscimenti e premi, l’ultimo è il 55° Verdicchio d’Oro 2020. L’ultimo saggio pubblicato è il dialogo con il Cardinale Matteo Zuppi (nella foto sopra): “ Le parole del nostro tempo” (EDB 2020).