Il nuovo DPCM del 24 ottobre inserisce parecchie restrizioni per diverse categorie di lavoratori e cittadini e la loro protesta, se civile, è più che comprensibile. Ma si deve affrontare una pandemia pericolosa che avanza ogni giorno di più. Ma, una volta fatta tale scelta dal Governo Conte, a mio giudizio (non sono un virologo, ma un semplice giornalista), bisogna fare ulteriori passi. Eccoli.

  1. Chiudere i centri commerciali nei week-end perché la gente spesso, specialmente in questa stagione, li affolla prendendoli un po’ come una piazza “chiusa” per incontrarsi e fermarsi a parlare a volte troppo vicine.
  2. Chiudere le Chiese, non certo per mancanza di rispetto nei confronti della religione, ma perché possono dar luogo ad assembramenti, in particolare nei giorni festivi, domenica compresa. Si può pregare Dio individualmente o insieme all’interno della propria abitazione con la famiglia, forse con una concentrazione e una passione maggiore che a Messa.
  3. Chiudere i confini fra le Regioni e soprattutto prendere misure più restrittive nelle metropoli più colpite dal Coronavirus quali, ad esempio, Milano e Napoli.
  4. Estendere, è molto spiacevole scriverlo ma a mio modesto avviso necessario visti i casi costanti e in crescita ogni giorno pure nel Circondario, la didattica a distanza a tutte le scuole superiori e pure alle seconde e terze medie.
  5. Incrementare i trasporti pubblici e differenziare maggiormente gli orari di entrata e uscita dei dipendenti pubblici e privati. So che non è facile, ma tentar non nuoce. Ecco, con questi cinque provvedimenti aggiuntivi applicati per un mese abbondante, sempre a mio personale avviso, si potrebbe far scendere significativamente la curva dei contagi e impedire un nuovo lockdown, magari malauguratamente durante le festività natalizie.