La Flc Cgil e la Cgil di Imola seguono con attenzione e preoccupazione quello che sta accadendo nelle scuole della nostra Regione e nelle altre Regioni italiane.
“Certo ci troviamo in una condizione di recrudescenza del contagio e comprendiamo bene la necessità di avere il massimo senso di responsabilità in questa grave situazione – scrivono il segretario della Flc-Cgil Davide Baroncini e la segretaria generale della Cgil Mirella Collina -. Tuttavia la scuola in questi mesi ha dato prova di affidabilità e di massima attenzione al rispetto delle regole previste, proprio perché ogni suo componente è ben conscio del ruolo fondamentale che essa riveste per la crescita e l’istruzione dei nostri figli.
Oggi la scuola è uno dei luoghi più sicuri, viste le rigorose procedure adottate, seguite scrupolosamente dal personale e dagli studenti, pertanto non possono essere scaricate su di essa le motivazioni dell’aumento del contagio che risiede in bel altre cause (trasporti, blandi controlli sugli assembramenti, non rispetto del distanziamento e uso delle mascherine, mancato tracciamento…)”. Tutto ciò quando ogni giorno l’Ausl di Imola aggiorna su diversi casi di alunni positivi al Coronavirus nelle scuole del Circondario, ben sette solo il 28 ottobre.
“Chiediamo, quindi – continuano il loro ragionamento Baroncini e Collina – che si ripensi alla misura introdotta nel Dpcm sulla didattica a distanza, questa modalità deve essere solo uno strumento per casi estremi, non può essere una scusa per giustificare quanto non è stato fatto finora.Siamo di fronte a un abisso pedagogico, la scuola non può chiudere, perché la scuola si fa in presenza, se la obbligate alla chiusura almeno che questo sia utile a organizzare prontamente ciò che finora non è stato adempiuto”.
Infine, i due rappresentanti della Cgil informano che “alla riunione del Tavolo di monitoriaggio sulle scuole del territorio, che si è svolta il 27 ottobre in videoconferenza, sono emerse le tante criticità negli istituti comprensivi causate dell’impossibilità di reperire personale docente dalle graduatorie esistenti, per sostituire il personale assente per malattie o quarantena. Allo stesso modo pesa la carenza di personale Ata. Non devono essere gli studenti a pagare i ritardi e le inadempienze delle istituzioni”.