Imola. Non ci sono ancora abbastanza tutele per tutti i lavoratori della divisione Shopfitting della Cefla (scaffali per uffici) dopo che si è già aperta la procedura di cessione del ramo d’azienda alla multinazionale Itab-La Fortezza. Quindi ormai i tempi sono stretti.

Ciò ha portato alla proclamazione immediata di uno sciopero per l’intera giornata del 30 ottobre con presidio davanti alla sede di via Bicocca.
Questo che ha permesso ai rappresentanti dei sindacati Fim, Fiom e Uilm di parlare con l’azienda e di fissare le date per la ripresa del confronto all’inizio della prossima settimana.

Lo scoglio della trattativa di fine ottobre è nato sulla tutela chiesta dai sindacati per tutti i 203 lavoratori e non solamente per i 45 soci che nel giro di due anni rientreranno in Cefla. E gli altri 158? Quale sarà il loro destino se le cose non andassero bene in un mondo produttivo sempre più difficile anche a causa della pandemia? Fim, Fiom e Uilm hanno chiesto alla multinazionale, che produce l’intero arredamento per negozi nel Sud-Europa, il mantenimento del sito produttivo nel medesimo capannone in affitto per nove anni. Poi hanno chiesto pure, nel caso di forti difficoltà, una tutela per sei anni dei 158 dipendenti, mentre La Fortezza finora la ha assicurata solamente per un anno. Troppo poco, al momento. Quindi lo sciopero che qualche effetto positivo l’ha avuto.

La trattativa, seppur non facile, riprenderà presto.

(m.m.)