Bologna. E’ passato un anno esatto quando il 5 novembre 2019 i sindacati Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil presentavano a Federmeccanica ed Assital la piattaforma per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici, un anno di trattativa ma le richieste dei sindacati sono ancora oggi al palo e il tavolo di trattativa si è rotto ai primi di ottobre soprattutto sul salario, in quanto le associazioni dei datori di lavoro non vogliono erogare aumenti di nessun genere.

E oggi giovedì 5 novembre i metalmeccanici hanno proclamato le prime 4 ore di sciopero a sostegno della loro piattaforma, il mese di novembre si sa che è un mese  speciale per i metalmeccanici, il 28 novembre del 1969 nel pieno dell’autunno caldo con la grande manifestazione di Roma avvenuta dopo oltre cento ore di sciopero, si dava l’avvio alle grandi conquiste operaie cui ancora oggi le lavoratrici e i lavoratori nel nostro paese ne beneficiano.

Il contratto è scaduto da ormai un anno e i metalmeccanici in questo rinnovo chiedono un aumento salariale medio di 150 Euro mensili, in quanto il loro salario è sostanzialmente fermo da tre anni, ma le richieste riguardano anche la parte normativa del contratto le cui principali sono legate ai temi della precarietà, della formazione e dello smart working, ma sopratutto si lancia un esplicito segnale a Federmeccanica ed Assital a non utilizzare la pandemia in corso per comprimere salari e diritti.

In tante aziende dell’Emilia Romagna il 5 novembre sono state raddoppiate le ore di sciopero, a Ravenna 8 di sciopero si sono svolte tra le altre in Marcegaglia, Rosetti, Cisa, Fonderia Morini, Curti e Iemca, elevatissima in tutta la regione l’adesione allo sciopero delle lavoratrici e dei lavoratori interessati, mentre nella mattinata si sono svolti decine di presidi di lavoratori in sciopero tutti nel rispetto delle norme anticovid in vigore tra cui alla Marcegaglia di Ravenna, alla Electrolux di Forlì, alla Goldoni di Carpi (Mo), ma anche di fronte alle sedi della Confindustria di Bologna e di Modena.

La Fiom parla di grande successo dello scioper. Oggi sono stati allestiti 20 presidi davanti ai cancelli delle più importati aziende del territorio, collegati virtualmente con altrettanti presidi in Regione e con la piazza nazionale di Fim, Fiom e Uilm, in una diretta trasmessa dai profili social di Fim, Fiom e Uilm di Bologna. I Segretari Generali di Fim, Fiom, Uilm di Bologna, rispettivamente Roberta Castronuovo, Michele Bulgarelli e Paolo Da Lan, sono intervenuti dai presidi dell’Ima di Ozzano, della Ducati Motor di Borgo Panigale e della Caterpillar di Minerbio. I primi dati di adesione ci dicono che lo sciopero è riuscito con un’adesione media territoriale del 60%, con picchi di oltre il 90% nei reparti produttivi della Ducati Motor, di Automobili Lamborghini, della Comesa, della Breda Menarini (oggi IIa), della Toyota MHMI, alla Effer, in Alberto Sassi, in Oskar Marcegaglia, alla Varvel, in Profilati, in Kemet, e a La Fortezza. Adesioni tra l’80 e l’85% si registrano alla FNA (Fini Compressori), alla Bonfiglioli Riduttori, alla 3F Filippi, alla Corazza, alla Kone, alla Sasib ed alla Motori Minarelli. Adesioni al 60 % in G.D e in Ima, alla Ducati Energia e in Acma, in Assa Abloy, alla Beghelli e alla Carpigiani, in Forgia Rapida e alla Galletti, in Hp Hydraulic, Logomat, Meccanica Sarti e OMT Tartiarini, Site e SPT. Al 70% in Vrm, Schnelleke, MW Fep, alla Caterpillar di Minerbio, in Cima e alla Samp, al 75% alla Mec Track di Bazzano. Fim Fiom Uilm e i metalmeccanici hanno inviato un messaggio esplicito alle imprese e a Federmeccanica: rinnovare il contratto serve a tutti, ai lavoratori per rilanciare il potere d’acquisto, alle imprese per rilanciare i consumi. Ora è tempo di riprendere la trattativa per ottenere un giusto rinnovo del contratto dei metalmeccanici.

(Edgardo Farolfi)