E’ sabato mattina in Italia ed è trascorsa la terza giornata dopo il voto per il Presidente degli Stati Uniti, ma ancora non abbiamo un vincitore. O meglio, Joe Biden è sulla soglia della Casa Bianca: in questo momento dispone di 253 grandi elettori certi su 270 necessari ad eleggere il Presidente americano.

E’ in chiaro vantaggio in questi Stati, a scrutini quasi chiusi: Georgia, 16 voti elettorali, Nevada, 6 voti, Pennsylvania, 20 voti e Arizona, 11 voti (che l’Associated Press considera già assegnato a Biden), anche se – fino alla fine – non si può ipotecare nulla.

Se, come probabile, li vincerà tutti, sono 53 voti elettorali e la partita si chiuderebbe con Biden a 306 grandi elettori e Trump a 232 (mancano North Carolina e Alaska ancora da assegnare, ma sicuramente repubblicani).

A livello di voti popolari, attualmente Biden ha oltre 4 milioni di voti di più di Trump. Alla fine anche i sondaggi si sono rivelati abbastanza accurati, anche se Trump ha già raccolto finora 8 milioni di voti più del 2016.

Ma la strada è ancora lunga!

Nella giornata di giovedì (la scorsa notte italiana) Donald Trump ha detto più volte di aver vinto le elezioni, di aver vinto in Wisconsin, Michigan, Pennsylvania e Georgia, e ha calcato la mano sostenendo che “Se si contano i voti legali, vinco facilmente. Se si contano i voti illegali, possono provare a rubarci l’elezione”. Nessuna delle cose sostenute, sono, alla prova dei fatti, risultate vere.

Il discorso dalla Casa Bianca del presidente uscente e furente è stato interrotto da tre network tv come ABC, CBS e NBC, diffuso senza filtri dalla Fox, e invece commentato live “come il più disonesto della sua presidenza” dalla Cnn. In queste ore una decina di tweet dello stesso Trump sono stati rimossi dalla piattaforma perché “controversi e fuorvianti”. Tra lentezza dello spoglio, ricorsi annunciati alla Corte Suprema e nessuna voglia dell’uscente di farsi da parte e di concedere la vittoria, probabilmente siamo solo all’inizio.

Anche se, per uno che ha costruito il suo successo sull’immagine, il suo viso diceva tutto, e dalla sua espressione trapelava una rassegnazione e una stanchezza mai viste. Risentendo le sue parole, più che suonare come una minaccia hanno il sapore di una sconfitta ormai inevitabile.

Nel suo discorso alla nazione (nella notte italiana tra venerdì e sabato) Biden invece ha detto: “Non abbiamo ancora una dichiarazione finale, ma i numeri sono chiari, e ci dicono che alla fine vinceremo. Ci vuole ancora pazienza. Il conteggio procede lentamente, ma è importante che la voce di tutti i cittadini sia ascoltata e il voto di ciascun americano sia contato”. Biden quindi non forza, anzi invita alla calma e all’unità: “E’ il tempo di dire basta alla rabbia e alla demonizzazione nella politica”, afferma, “la grande maggioranza degli americani che hanno votato vuole che l’odio sia messo fuori dalla politica e che il Paese si unisca e guarisca le sue ferite”.

Due stili a confronto, in un paese, l’America, che ora deve curare le sue ferite.

(Tiziano Conti)