Lugo. Abbiamo chiesto a Daniele Bassi, vicepresidente dell’Unione dei Comuni della Bassa Romagna e responsabile dell’area economica, quali sono  le misure che verranno implementate per afferrare la ripartenza economica del dopo Covid.

“L’esplosione della pandemia e le conseguenti chiusure portano inevitabilmente a un ripensamento del nostro modello di vita: dalla socialità, alla salute, ovviamente anche il lavoro. Ma volendo cogliere anche le opportunità di questo complesso momento, il nostro territorio lo stiamo caratterizzando sempre più come laboratorio di innovazione, incoraggiando tutti i soggetti firmatari del Patto strategico per lo sviluppo economico e sociale della Bassa Romagna ad intraprendere azioni, compiere scelte innovative, creative, coraggiose per sperimentare nuove idee e progetti, a partire dalla promozione dello sviluppo urbano.

Allo stesso tempo la semplificazione delle procedure, la cosiddetta ‘burocrazia zero’ dovrà diventare una misura permanente, capace di favorire tempestività e velocità di decisione e azione. Tutto ciò a partire dal ruolo strategico del settore primario e agroindustriale. A maggior ragione in questa fase emergenziale, dove anche l’alimentazione ha dimostrato di giocare una parte importante ai fini delle politiche sanitarie di prevenzione.

In questo contesto le ‘filiere corte’ possono essere una grande risorsa e vanno valorizzate e sostenute, favorendo l’agricoltura di qualità e sviluppando il dialogo tra imprese agroindustriali, della distribuzione commerciale, della ristorazione e imprese agricole e cooperative del territorio, per giungere ad accordi di filiera per la fornitura di prodotti locali, con i benefici di carattere sociale, ambientale ed economico che ne scaturiscono.

Da parte nostra, con l’avvio del Piano urbanistico generale (Pug), assume particolare rilievo per tutta la Bassa Romagna il territorio rurale, sia per la presenza diffusa dell’attività d’impresa agricola, che per il paesaggio. Il ripensamento profondo degli spazi pubblici, degli orari, della mobilità urbana, ci invita ad affrontare con dinamismo anche il ruolo del commercio e dei servizi di vicinato. Il mondo del lavoro uscirà rivoluzionato dalla fase pandemica in corso ed è anche su ciò che si misurerà la capacità di ognuno di trasformare la crisi in un’opportunità di crescita del territorio.

Noi siamo impegnati ad accompagnare le imprese nelle sfide in atto, favorendo la ricerca di forme di reddito e promuovendo la sostenibilità in tutti i suoi aspetti: economici, sociali, ambientali. Da marzo scorso ad oggi abbiamo messo in campo misure di sostegno alle attività produttive, con 300 mila euro da aggiungere ai circa 2 milioni di euro finora stanziati, cioè misure su più fronti che includono il bando dedicato alle nuove imprese e a quelle che si riqualificano, i supporti alle reti d’impresa con l’obiettivo di promuovere il territorio, i Consorzi Fidi, le agevolazioni Tari e le esenzioni Cosap (per una superficie complessiva di 3850 mq di suolo pubblico esentato da imposte da maggio a dicembre); a questa cifra si aggiungono le iniziative dei singoli comuni per agevolazioni affitti e mutui a tasso agevolato concessi grazie alla convenzione con l’Istituto tesoriere dell’Unione.

Nel 2021 abbiamo traguardato la fiera biennale della Bassa Romagna, un appuntamento particolarmente utile per far incontrare l’insieme delle imprese, dalla metalmeccanica, alla logistica, dall’agroalimentare agli altri settori produttivi che già ora interagiscono proficuamente con un minimo comun denominatore, il forte legame con l’agroalimentare. Il nostro territorio è baricentrico tra il porto di Ravenna (vero e proprio porto dell’Emilia Romagna) e la città metropolitana di Bologna e il potenziamento del porto stesso porterà benefici significativi ad ogni tipo di settore economico, qualificando ulteriormente la Bassa Romagna come territorio strategico”.