Cercasi qualcuno che ci faccia capire qualcosa. Non più tardi di 24 ora fa il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, esce con una ordinanza contenente misure per evitare gli assembramenti, e annuncia di avere trovato un accordo con le regioni Veneto e Friuli Venezia Giulia, “d’intesa con il ministro della Salute Speranza”. Passano 24 ore e lo stesso ministro declassa l’Emilia Romagna da zona gialla ad arancione. Che intesa avevano trovato Speranza e Bonaccini? E che senso ha l’ordinanza regionale?

L’ordinanza di Bonaccini >>>>

Certamente uno dei risultati è quello di creare una grande confusione tra i cittadini che ora devono capire cosa significa zona arancione e vedere quali contenuti dell’ordinanza Bonaccini sono ancora validi essendo peggiorativi del Dpcm 3 novembre (ad esempio: vietata la movida nei centri storici, vietati i mercati, obbligo di indossare le mascherine appena usciti di casa, ecc., misure non previste nel Dpcm).

E’ chiaro che il presidente Bonaccini ha cercato in qualche modo di anticipare il governo nella speranza di evitare, al momento, la zona arancione. Ed è quello che molti di noi avevano capito. Ma di fronte al declassamento è difficile trovare una risposta all’ordinanza del 12 novembre, a maggior ragione se poi il Veneto resta in zona gialla. In sintesi: se si sono parlati, cosa si sono detti Bonaccini e Speranza?

Non si tratta di essere contro al declassamento, ma di essere a favore della chiarezza. Se c’è un percorso individuato dal Dpcm 3 novembre e se ci sono dei criteri per definire l’appartenenza ad una delle tre zone individuate, stabiliti anche a fronte di un defilarsi delle Regioni di fronte a scelte dolorose, perché non lasciare che questo percorso faccia il suo corso e intervenire con ordinanze contenenti misure che poso o nulla vanno a modificare rispetto a quelle già previste, in questo caso dalla zona arancione?

Fatto sta che, in base ai dati della settimana dal 2 all’8 novembre, dal 15 novembre l’Emilia Romagna andrà a rimpolpare l’elenco delle Regioni arancioni assieme a Friuli e Marche, unendosi ad Abruzzo, Basilicata, Liguria, Puglia, Umbria e Sicilia. In zona rossa entrano Toscana e Campania che si aggiungono a Calabria, Lombardia, Piemonte, Provincia di Bolzano e Val d’Aosta. Restano zona gialla Lazio, Molise, Sardegna, Trento e Veneto.

L’ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza

Una buona notizia arriva dall’indice medio Rt nazionale che dall’1,71 di fine ottobre è sceso sotto all’1,50.

Autocertificazione

Secondo quanto previsto dal Dpcm 3 novembre l’autocertificazione è obbligatoria per gli spostamenti durante le ore del coprifuoco, dalle 22 alle 5 del mattino. Per le zone arancioni è necessaria compilarlo per qualsiasi spostamento fuori dal proprio comune e per recarsi in altra regione.

Scarica l’autocertificazione >>>>

Le misure per le zone arancioni >>>>